Rifiuti a Roma e rifiuti a Madrid: povertà e ricchezza

Il sindaco Marino sospetta che su 8mila dipendenti AMA (gestione pulizia e rifiuti) ogni giorno mille non vadano al lavoro. Può essere ma non è la sola spiegazione del disastro rifiuti a Roma.

In realtà fino a che era aperta la discarica di Malagrotta più o meno i cassonetti venivano svuotati anche se le strade sempre sporche erano. Al padrone di Malagrotta, il mitico avvocato Cerroni che si vantava di aver finanziato tutti i politici che hanno gestito Roma, conveniva che tutto finisse in discarica e che la differenziata fallisse: lui veniva pagato a peso!

Purtroppo Cerroni con le sue società è ancora padrone della quasi totalità degli impianti di trattamento dei rifiuti perché in tanti anni nessuno di quelli che hanno gestito Roma e il Lazio, guarda caso, ha pensato ad alternative al monopolista privato che aveva i rifiuti in pugno.

Circa l’operosità dei dipendenti AMA è difficile giudicare. Meglio farsi un giretto in qualche città spagnola per capire la differenza. Che è tutta a nostro sfavore. Effetto dei petrodollari di cui è ricca la Spagna? O delle miniere di diamanti e d’oro? No la Spagna è meno ricca dell’Italia però forse c’è meno corruzione e i politici hanno più senso dello Stato. In generale l’impressione è che l’etica del lavoro sia diversa e che ci sia una migliore organizzazione. Qui da noi uno sfascio chiama l’altro e il lavoratore si sente autorizzato a “tirare a campare” dall’esempio che viene dall’alto e dall’impunità dei più furbi. Risultato? Quello che si vede nel centro della città che appare abbandonata al degrado. Magari potrebbero dare una mano anche i sindacati che stanno per effettuare uno sciopero generale dei dipendenti del comune. A quando una protesta contro la corruzione, il clientelismo e l’assenteismo?

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