Riforme costituzionali (e legge elettorale): facite ammunina (di Claudio Lombardi)

riforme costituzionali ipocriteL’11 luglio è stato approvato in Senato il ddl che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali. Il 10 settembre è stato approvato alla Camera. Poiché è un disegno di legge che modifica la procedura per cambiare la Costituzione deve essere approvato due volte dalle Camere e così ieri 23 ottobre il Senato lo ha approvato per la seconda volta. Da oggi potrà essere esaminato nuovamente dalla Camera per l’approvazione finale che ci sarà, presumibilmente, non prima di dicembre.

Successivamente si formerà il Comitato parlamentare al quale dovranno essere assegnati i progetti di legge di revisione dei titoli I, II, III e V della Costituzione (Parlamento, Presidente della Repubblica, regioni, province e comuni) e quelli relativi alle leggi elettorali per le due camere che sono disegni di legge ordinari e non costituzionali.

perdita di tempo riformeIl Parlamento avrà 18 mesi di tempo per approvare sia la riforma della Costituzione che quella della legge elettorale. Poi bisognerà aspettare altri tre mesi per l’eventuale richiesta di referendum.

Questo è quello che la maggioranza Pd – Pdl ha pensato fin dall’inizio e che sta attuando e che sembra essere il vero patto su cui si basa il governo. Il senso è chiaro: rinviare il più possibile nuove elezioni e, quindi, assicurare una lunga durata al governo.

La senatrice Finocchiaro del Pd chiarisce così i motivi del ddl costituzionale all’esame del Parlamento: “La modifica serve a questa riforma. Mi permetto di dire che serve a questo Parlamento. Se non servisse a questo Parlamento probabilmente non ci sarebbe stata alcuna ragione di deviare dall’articolo 138. Abbiamo avuto la necessità di farlo perché altrimenti la commissione della Camera e quella del Senato avrebbero avuto composizioni non squisitamente rappresentative della forza dei singoli gruppi parlamentari”.

chiacchiere sulle riformeDunque un Parlamento così mal eletto si fa una legge costituzionale ad hoc per superare il suo vizio di origine e cioè la legge elettorale con cui è stato eletto. Ma non cambia questa legge, no, mette in piedi una procedura lunga e complessa per cambiare mezza Costituzione e solo dopo la legge elettorale. Incredibile!

Con i tempi previsti la conclusione di questo percorso ci sarà non prima della fine del 2015.

Ragioniamo e facciamo bene i conti senza farci prendere in giro dalla retorica di chi esalta lo spirito riformatore di questa maggioranza. Tra poche settimane la Corte costituzionale si pronuncerà sulla legge elettorale e sicuramente ne boccerà la parte sostanziale, il premio di maggioranza. Il Presidente della Repubblica, con scarsa coerenza rispetto al marchio di origine di questa maggioranza e al suo programma molto apprezzato dal Presidente stesso invoca l’urgenza di cambiare la legge elettorale. I cittadini sentono dire da anni che questa legge è una porcata e lo hanno sperimentato con parlamenti composti da nominati scelti dai capipartito.

italiani arrabbiatiDi fronte a tutto ciò una maggioranza priva di un progetto politico che fa? Fa ammuina, ci riempie di paroloni e di promesse, ma di fatto rinvia di due anni le decisioni vere e continua a galleggiare.

Va bene che viviamo nell’era della pubblicità, ma non siamo scemi e il senso di tutto ciò è chiaro: il Pdl si aggrappa al governo e alle riforme costituzionali per sopravvivere alla fine del suo capo e padrone; una parte del Pd fa lo stesso perché è abituata al potere e non sa quale altra strada prendere.

Nel frattempo si va avanti nella nebbia. Fino a quando e, soprattutto, perché lo dobbiamo accettare?

Claudio Lombardi

 

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