Salvini: confusione rivestita di arroganza

Secondo il ”Corriere”, la scrivania di Salvini sarebbe combinata così. Uno studio sulla Abenomics (Giappone), un paese che non cresce da vent’anni. Un secondo studio sulla politica trumpiana (aumento spesa pubblica 5 per cento, crescita 2,5) e, infine, una statua alta un metro di un personaggio inesistente, inventato, e cioè Alberto da Giussano.

La scrivania descrive bene la confusione mentale del politico oggi più potente in Italia. La sua testa è una specie di insalata mista, dove il vero e il falso, l’inutile e il superfluo si mischiano. Meglio avrebbe fatto a sistemare una foto grandezza naturale della fidanzata Francesca Verdini: almeno quella è reale, ha gambe lunghe e una laurea alla Luiss.

E la confusione è la cifra sovrana di questo sovranista: continua a ripetere che alla Ue insegnerà a stare al mondo. Peccato che non conti niente. Sarà tanto se lo faranno accomodare sullo zerbino nella nuova Ue. E così via.

Ma la forza di Salvini è come la statua di Alberto da Giussano: se tu la fai alta un metro e la metti in bella vista, finisce che qualcuno ci crede davvero. Lui spara bugie in continuazione, ma tante di quelle volte che alla fine un sacco di gente gli crede.

Adesso ha la fissa della politica trumpiana (taglio selvaggio delle tasse). Tria gli ha spiegato che per fare quelle cose bisognerebbe avere il dollaro come moneta, ma non gli ha fatto i disegnini e quindi Salvini non ha capito. Non ha capito, cioè, che se hai il dollaro come moneta (usata in tutti gli scambi internazionali) e se gli aggiungi la quinta e la sesta flotta, puoi fare quasi tutto quello che vuoi.

Ma se hai solo l’euro (che dipende da Francoforte, cioè dai tedeschi) e niente altro, nemmeno una miserabile portaerei, ma solo qualche portaelicotteri sulla quale poi si mettono aerei a decollo verticale (astuzia italica), è inutile che ti gonfi il petto. Questo va bene a Viggiù (con Francesca che, adorante, ti aspetta in macchina), ma a Bruxelles lascia tutti più che altro sconcertati e perplessi.

Infatti, gli osservatori più attenti sostengono che il governo a trazione salviniana rischia fortemente di non prendere nemmeno una carica importante, decente, nel nuovo vertice di Bruxelles. Impavido, Salvini continua a urlare che il suo è il partito che ha preso più voti in Europa e forse è vero. Peccato che li abbia presi in Italia, cioè in un paese agonizzante, e non in Germania o in Francia. Insomma, arrivare primi all’ospizio dei vecchietti non è un vero primato, ma solo un’opera buona. E questo siamo oggi: lo dice persino l’Istat. Bisogna andare alle origini del secolo scorso per trovare la nascita di così pochi bambini: la gente non li fa, punto e basta.

Le salviniane di sinistra (esistono anche queste creature) sostengono che è perché manca un’adeguata politica della famiglia. Vero. Come è vero che nessuno ha davvero voglia di fare bambini in questa Italia così confusa e incerta. Per cambiare le cose non basta qualche sussidio per i biberon e il latte: servirebbe cambiare il paese o aprire le porte all’immigrazione intelligente, come ha appena fatto il Giappone, che ha autorizzato l’ingresso di 150 mila stranieri, non avendo più nuovi cittadini propri.

Ma se nemmeno Tria è riuscito a spiegare a Salvini che l’Italia non è gli Stati Uniti e che lui non è Trump, ma solo uno scansafatiche ambrosiano, mai lavorato un solo giorno, considerato fino a ieri poco più che una macchietta, chi siamo noi per tentare di convincerlo a essere prudente e umile?

L’impresa appare disperata.

La sua testa è un’insalatona (cipolle, peperoni, trevisana, rapanelli, broccoli, tonno) e nessuno ci può fare niente.

Giuseppe Turani tratto da https://www.uominiebusiness.it

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