Se rispetti i diritti i diritti rispettano te (di Claudio Lombardi)

edilizia popolare romaIn un paese abituato a sopportare l’imbroglio la notizia che a Roma siano state avviate verifiche sull’occupazione degli alloggi di proprietà pubblica merita un applauso. Nessuna sorpresa per un cittadino romano perché a Roma è molto facile intercettare la vox populi  che parla di abusi nell’occupazione delle case popolari. Nei quartieri dove si concentrano gli edifici di proprietà pubblica (al centro, alla Garbatella, a San Saba per esempio) non è difficile scoprire esempi di inquilini che semplicemente si sono impossessati degli appartamenti, che non hanno alcun diritto, cui nessuna autorità pubblica ha mai chiesto documenti che dimostrino a quale titolo occupano l’alloggio e che, spesso, nemmeno pagano i simbolici canoni di affitto che dovrebbero pagare (di solito poche decine di euro al mese). La pratica di entrare in un alloggio pubblico e di imporre l’occupazione è sempre stata molto diffusa fino a dar vita ad una sorta di mercato tra occupanti che diventa poi un vero affare se si pensa che gli enti pubblici vendono agli inquilini le case per cifre molto al di sotto di quello che valgono.

scelte sbagliateA questo si è aggiunta la pratica delle occupazioni con giustificazione politica che hanno consentito a molti di scavalcare qualunque graduatoria entrando in appartamenti cui non avrebbero avuto diritto e coprendosi dietro movimenti di occupatori specializzati bravissimi a fornire tutte le argomentazioni tranne quella di come sia ammissibile che la casa se la prende chi ha più forza per imporsi e non chi ha più diritto. Caso diverso è quello di edifici pubblici abbandonati; diverso, ma purtroppo non abbastanza distinto dalle occupazioni abusive di alloggi pubblici da assegnare con graduatoria.

Ovviamente è facile immaginare che dietro entrambi gli abusi (ma non quello degli edifici abbandonati) ci siano complicità, corruzione e estremo lassismo nel far rispettare la legge con conseguenze disastrose a carico delle casse pubbliche e di chi ha seguito la strada della legalità per chiedere un alloggio pubblico. La via maestra deve essere sempre quella di rispettare le leggi e gli enti che devono gestire il patrimonio pubblico. Questi ultimi ovviamente sono stati disposti a chiudere entrambi gli occhi per troppo tempo forse adeguandosi ad una concezione della legalità come un impiccio da gestire a seconda delle convenienze di chi la deve far rispettare.

vie partecipazioneLa notizia si accompagna a quelle che, periodicamente, segnalano la scoperta di falsi invalidi che percepiscono, senza averne diritto, indennità e pensioni.

È vero che ci sono organizzazioni che, come Cittadinanzattiva, denunciano i costi e la farraginosità dei controlli e delle procedure per riconoscere le invalidità di quelli che ce l’hanno veramente, ma ciò non toglie che gli abusi vadano sempre scoperti e perseguiti come condizione per allargare l’applicazione dei diritti. Il discorso si potrebbe allargare a tutte le misure che sono state studiate per venire incontro ai bisogni di chi si trova in condizioni di debolezza e che, invece, sono diventate il campo delle scorribande dei furbi e degli approfittatori. Basti pensare ai permessi di circolazione e di parcheggio per i portatori di handicap come esempio eclatante di un abuso di massa mai colpito dalle sanzioni e dai controlli che pure dovrebbero esistere. Ognuno di noi può guardarsi in giro e trovare altri esempi che completano il quadro di un paese dove l’illegalità è un fenomeno di massa e non solo della casta dei politici.

anziana lotta duraForse non ci si rende conto che devono finire i tempi nei quali bisognava chiedere sempre di più allo Stato senza preoccuparsi né delle risorse né del rispetto della legalità. Ci sono movimenti per i quali i diritti sono sempre assoluti e le violazioni e gli abusi sono un prezzo da pagare per questa assolutezza.

Questa impostazione ha fatto il suo tempo e ha prodotto anche dei danni fornendo implicita copertura a chi ha abusato e a chi ha vissuto della e nella corruzione.

I diritti vanno sempre rispettati perché così possono essere riconosciuti ai più deboli, a quelli che non dispongono della forza per imporsi, a quelli che non corrompono. Il primo diritto del cittadino è la legalità altrimenti viene meno l’impianto su cui si basa lo Stato e il governo della collettività. Compito delle autorità pubbliche è eliminare gli abusi e a chiederlo dovrebbero essere in primo luogo le organizzazioni e i movimenti che hanno nei diritti la loro carta di identità.

Claudio Lombardi

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