Sulla Grecia hanno sbagliato tutti

il blog di claudio lombardiE continuano a sbagliare. Il governo greco, chiunque lo rappresenti, non può pensare che un paese pieno di debiti e interamente dipendente dai prestiti europei possa fare le politiche che vuole come se avesse la piena disponibilità del suo bilancio. Gli organismi europei non possono pensare che tagliando le spese sociali, le pensioni, gli stipendi in Grecia si crei, come per magia, una ripresa economica.

Se la Grecia vuole restare nell’euro deve dimostrare di voler cambiare strada rispetto al passato. Il programma presentato da Tsipras all’Europa, per la verità, dichiara di volerlo fare con impegni precisi sulla lotta alla corruzione e all’evasione fiscale. Ovviamente non può fare a meno di interventi umanitari di emergenza che costano, ma sono giusti e indispensabili per stare in Europa. L’Europa non è solo rigore di bilancio, ma valori e strumenti di solidarietà che servono alla coesione sociale che è uno dei valori fondanti e principi ispiratori dei patti europei.

L’ex Troika, d’altra parte, deve pentirsi di non aver imposto drastiche misure di lotta agli evasori fiscali che in Grecia sono addirittura protetti dalla Costituzione (vale per gli armatori e vale per i beni della Chiesa ortodossa). Perché sono stati capaci di pretendere licenziamenti di massa e tagli di stipendi e pensioni, ma non interventi contro l’evasione e la corruzione? Vogliamo pensare che avessero un occhio di riguardo per i gruppi di potere che stanno ai vertici dell’economia? Sì pensiamolo. E allora adesso mostrino più intelligenza e abbassino le pretese anzi, le cambino. Sarebbe cosa gradita qualche discorsetto, magari di Angela Merkel, contro i greci che sfruttano il loro paese senza contribuire alle spese. Tra l’altro sono gli stessi che stanno portando all’estero miliardi di euro il che, in questo momento, equivale a tradire la Grecia. Vorremmo sentirlo dire, almeno una volta, dai maestri europei del rigore. Se non dicono questo di che rigore parlano?

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