Integrazioni salariali: molte chiacchiere pochi fatti

Continua il silenzio (soprattutto a sinistra) sulla gestione delle Casse integrazioni, un silenzio strano su una gestione che oramai è diventata talmente inefficiente che forse si è deciso di evitare persino di nominarla e chi prova a parlarne lo si accusa di  “disfattismo”!  La incapacità governativa (e dell’Inps) è talmente palese a questo punto  che si ha difficoltà persino a

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Inps: smart working o sportelli aperti?

Tre domande ad Alessandro Latini esperto di questioni previdenziali, assistenziali e del lavoro 1 Gli uffici dell’Inps sono aperti oppure no? Come si può comunicare, chiedere spiegazioni, presentare domande e verificarne il percorso? Gli uffici INPS sono chiusi in base al DPCM del 9/3 e fino a nuove disposizioni, quindi l’utenza non può che  rivolgersi al call center o effettuare

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Il pasticcio delle integrazioni salariali

Il disallineamento fra periodo di cassa integrazione e blocco dei licenziamenti di cui ho parlato nel precedente articolo (http://www.civicolab.it/il-lavoro-che-si-spegne-tra-casse-integrazioni-e-blocco-dei-licenziamenti/) appare una scelta azzardata, ma in linea con quella confusione che ha accompagnato l’azione del governo in questo campo nel periodo dell’emergenza coronavirus. Infatti, pur dichiarando ai quattro venti che “nessuno resterà indietro” non ha messo in campo gli strumenti giusti.

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Il lavoro che si spegne tra casse integrazioni e blocco dei licenziamenti

Il lavoro di moltissime persone nel periodo “pandemico” si è spento. Si  è ripiegato sin da subito in se stesso, fra un pesante lockdown imposto dalle autorità e le sue infinite paure. Si è  spesso rifugiato, pur di sentirsi vivo, in un “finto” smart working per molti. Per altri è stato un chiaro segnale del prossimo addio al posto di

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I lavoratori e il coronavirus: le differenze aumentano

La tragedia sanitaria è evidente, segnata da numeri certi di morti e contagiati; quella economica ancora non è molto chiara, ma certamente si parla di una crisi talmente grande e pericolosa da far dire agli gli esperti che una crisi economica così devastante non la si ricordava dal  1929 o nel periodo del primissimo dopoguerra (1945). Insomma, il Coronavirus si

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Lavoro: guardare al futuro non all’articolo 18

Gli ultimi dati confermano che il tasso di occupazione sale, di pochissimo ma sale, siamo al 59% circa, scende però la sua qualità (cresce il part-time, il turn over sui contratti a termine, intermittenti….) e scende anche la voglia del legislatore di attuare politiche forti e chiare per l’occupazione. La legge di bilancio ultima sul lavoro ripropone, infatti, solo vecchie

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Colf e badanti: perché non una sanatoria?

E’ dal 2012 che l’Italia ha smesso di programmare  gli  ingressi regolari degli immigrati, cioè di coloro che possono entrare in maniera trasparente con tanto di visto sul passaporto dagli aeroporti e non con i barconi, quelli chiamati cioè a  svolgere attività lavorativa dalle imprese e dalle famiglie.  Il Paese purtroppo in preda ad una sindrome di accerchiamento, ha deciso

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Le aziende e gli appalti: nuovi ostacoli dal 2020

Mentre è in corso il disastro di Venezia, in Parlamento si discute la Legge di Bilancio, la chiusura dell’Ilva incombe si verificano anche cambiamenti apparentemente minori, ma significativi. Il 26 ottobre è stato approvato il Decreto Legge  124/2019 che nel silenzio di molti ha istituito fra le altre cose,  un meccanismo piuttosto complesso nella filiera degli appalti, obbligando le aziende

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E’ partita quota 100 ma non le assunzioni

L’Europa sembra avere un bellissimo effetto sull’occupazione dei suoi stati membri, il tasso europeo di disoccupazione non è stato mai così buono dal 2008 (prima del tracollo finanziario mondiale), ma non per Grecia, Spagna e, chiaramente, l’Italia. Gli storici  fanalini di coda dell’eurozona viaggiano ad un tasso di disoccupazione oltre la media europea  fissata al 6,4%, con l’Italia al 10,2,

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