Perché la flat tax è sbagliata (2)

Flat tax ed evasione fiscale Non vi è evidenza che un significativo taglio della pressione fiscale farebbe diminuire l’evasione.  I più considerati studiosi del sommerso affermano che l’evasione fiscale dipende in prima battuta dalla capacità amministrativa dello Stato e da come lo Stato é percepito dai cittadini. In seconda battuta impattano anche sull’evasione: gli aumenti della pressione fiscale. Una crescita

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La restaurazione fiscale (di Rocco Artifoni)

Tornare indietro di 166 anni: è questa la proposta di Matteo Salvini e di Silvio Berlusconi, che propongono una “flat tax”, cioè un’aliquota fiscale unica. Infatti la tassazione proporzionale era stata inserita nell’art. 25 dello Statuto Albertino approvato il 4 marzo 1848: «Essi (cioè i cittadini) contribuiscono indistintamente, nella proporzione dei loro averi, ai carichi dello Stato». Quasi cento anni

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Come redistribuire il prelievo fiscale (di Angelo Marano)

Il prelievo fiscale non va ridotto, perché ciò si tradurrebbe necessariamente in minori servizi pubblici, ma va operata una grande, duplice, redistribuzione dell’imposizione: dai poveri ai ricchi e dal lavoro a patrimoni e rendita. È questa la chiave di volta delle proposte fiscali di Sbilanciamoci!. Non dobbiamo cadere nell’illusione che basti genericamente ridurre gli sprechi e combattere l’evasione per migliorare

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Un contributo alla riforma del fisco (di Roberto Torelli Innocenti)

Gli imprenditori che lavorano anche per lo Stato devono essere pagati, su questo nulla da dire, ma è questa l’occasione per farsi anche una domanda: qual’ è il loro concorso alle spese pubbliche? Il MEF ci dice che: gli imprenditori, i liberi professionisti e gli autonomi concorrono alle spese pubbliche (art. 53 Cost.) con un misero 5% dell’intero gettito IRPEF

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Debito pubblico e riforma fiscale: dai cittadini il coraggio di una svolta (di Guido Grossi)

LʼItalia attraversa un momento delicatissimo. Sul fronte economico ma, prima ancora, sul fronte ben più delicato della coesione nazionale. Eʼ verosimile che la tensione crescerà mano a mano che si farà più acuto lʼeffetto cumulato dei troppi sacrifici imposti ai soliti noti – che sono le classi sociali più deboli dei lavoratori dipendenti e dei pensionati – per fronteggiare la

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