Meglio parlare di movida che il resto è peggio

I temi del giorno sono tanti e tutti piuttosto impegnativi. Prendiamo quello più popolare e facile: la movida ovvero lo stare insieme agli amici in luoghi pubblici bevendo, mangiando o, semplicemente, chiacchierando. Dopo più di due mesi di isolamento, alla fine di un maggio che sembra già estate, è normale che saltino un po’ di precauzioni. Dire che alcune prudenze

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Un 25 aprile di resistenza e di riscoperta

“Ci sono momenti in cui la storia chiama, ci sono momenti in cui si viene messi di fronte a un bivio e dobbiamo decidere da che parte stare” tuonava ieri Giorgia Meloni alla Camera. Di che stava parlando? A cosa riservava tanta veemenza? Ai 36 miliardi di prestiti che l’accordo europeo rende possibile ottenere dal Mes. Bisognerebbe dire che mai

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L’Europa c’è: i fondi per l’emergenza e la ricostruzione

Da quando i ministri delle finanze europei si sono accordati su un pacchetto di aiuti fiscali per l’emergenza coronavirus è esplosa una sorta di isteria collettiva sul Mes. Tanto hanno detto alcune forze politiche (M5s, Lega, FdI) da indurre un timore oscuro sull’intervento di questa entità che viene presentata come maligna incarnazione del demonio. I politici che ne parlano in

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Eliminare la burocrazia? Cosa ne pensa il prof Cassese

Sul Corriere del 9 aprile Sabino Cassese interviene sull’annosa questione del peso della burocrazia. Cerchiamo di ripercorrere il suo ragionamento. Il punto di partenza è la constatazione che “dietro questo nemico si nascondono in molti”. È dunque necessario cercare di capire “da dove vengono tutti i mali che attribuiamo alla burocrazia”. Cassese fissa il primo caposaldo: la burocrazia cioè l’organizzazione

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Uscire dall’emergenza coronavirus?

Timidamente si comincia a parlare di rimettersi in moto. Ne parla il Comitato tecnico scientifico che assiste il governo. Ne ha parlato Renzi ed è stato fin troppo esplicito indicando delle date: da metà aprile ripresa graduale delle attività e sblocco della vita civile. Ovviamente ha suscitato, come è consuetudine, un’ondata di polemiche. Ma programmare il futuro e individuare le

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L’emergenza coronavirus e la presa di coscienza

Mentre la reazione di tanti italiani (non certo il 100%, ma una maggioranza sì) sorprende per compostezza e disciplina nel rispetto di regole pesanti delle quali, però, viene avvertita la necessità è anche necessario fare qualche riflessione su come siamo arrivati all’appuntamento con l’emergenza coronavirus. Sia chiaro: non si tratta di darci addosso, ma di riconoscere errori che è bene

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Emergenza coronavirus: primum vivere deinde philosophari

La dimensione dell’emergenza coronavirus non poteva trovare nessun paese preparato a farvi fronte. Solo la Cina è riuscita nell’impresa di rallentare il contagio bloccando la vita di quasi 60 milioni di persone. Si è dimostrato così che questa è l’unica che ad oggi l’umanità può tentare. L’altra, sarebbe quella di curare tutti quelli che si ammalano, ma nessun sistema sanitario

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Le tante lezioni dell’emergenza coronavirus

In poco più di dieci giorni l’Italia ha scoperto di essere uno dei focolai del contagio da COVID19 e la vita degli italiani è cambiata. Certo è legittimo attendersi che la Cina faccia qualcosa nel futuro per evitare che altre epidemie partano da lì. E’ vero però che così è sempre stato anche quando il mondo si muoveva sui piedi

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