Conte, il liberoscambista protezionista

Ieri a Davos il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto il suo “atteso” discorso, davanti ad una platea non particolarmente folta. L’evento non resterà negli annali della storia ma è stato l’occasione per ribadire alcuni assai logori luoghi comuni che fanno ormai parte della cultura mainstream di questo paese, e che ne garantiranno il declino. Tralasciamo le note di

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Il ventennio perduto dell’Italia: le cause profonde del declino

Una delle tante ricostruzioni delle cause del divario fra Italia e paesi europei più avanzati è quella comparsa su La Stampa.it , autore Marco Alfieri. Ne riassumiamo i contenuti perché brilla per chiarezza e ricchezza di dati. L’Europa, che inchioda i cittadini a pagare per scelte su cui non possono decidere, è diventata l’alibi comodo dei nostri fallimenti, anche se

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Il vero spread dell’Italia (di Claudio Lombardi)

Un’interessante analisi comparsa sul Washington Post in questi giorni e ripresa dalla stampa italiana merita di essere presa come riferimento in tempi di tagli di spesa e di appelli al rigore di bilancio. L’Italia viene definita la grande malata dell’euro e la sua malattia si chiama crollo di competitività. In generale e verso la Germania in particolare. Non è cosa

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Il problema siamo noi (di Claudio Lombardi)

Dunque i problemi non erano risolti, la solidita’ dell’Italia non era quella sbandierata dal Governo, i conti dello Stato non mettevano al sicuro i portafogli degli italiani nei quali gia’ poche settimane fa si era deciso di mettere le mani e che adesso ci si prepara ad alleggerire in maniera decisa. Ripensare adesso alle rassicuranti dichiarazioni degli anni passati quando

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Manovra: ancora una volta gli italiani pagano il conto (di Claudio Lombardi)

Difficile dire qualcosa di originale sulla manovra finanziaria presentata dal Governo. Difficile perché i commenti sono, come sempre in queste occasioni, così tanti da coprire tutto ciò che è possibile dire; difficile perché la manovra ripete uno schema “classico” che ormai è lo stesso da molti anni. In due parole: con decreto-legge o con procedure rapide si approvano le norme

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