L’Italia e l’euro: la versione di Cottarelli

Poiché Cottarelli è tornato di attualità non più tardi di una settimana fa come possibile premier e poiché il rapporto tra Italia ed euro lo è da molti anni può essere interessante andare a vedere come la questione viene trattata nel suo ultimo libro: “I sette peccati capitali dell’economia italiana”. Iniziamo però dall’elenco dei primi sei peccati capitali: evasione fiscale;

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La rendita e la collusione politica economia burocrazia

Appare intuitivo, oltre che dimostrato dalla storia, che quanto più si amplia l’area d’intervento del governo e dell’amministrazione e si accresce la dimensione delle risorse intermediate dal sistema pubblico, tanto più aumenta la tendenza delle imprese a ricercare opportunità di guadagno tramite rapporti collusivi con coloro che detengono il potere di emanare norme o erogare risorse monetarie. E, come ci

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Anomalia italiana, flessibilità, crescita

Un articolo sul Sole 24 Ore di oggi a firma di Guido Gentili fa il punto sulla situazione della crescita, della flessibilità concessa dall’Europa e dell’anomalia italiana. Ripercorriamo i punti principali del ragionamento. Il Paese si trova davanti a un bivio: può ritrovare la strada della crescita oppure può solo rinviare i problemi continuando ad essere prigioniero del passato ovvero

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E c’è anche la società civile disonesta

In un articolo sul Corriere della Sera di oggi Gian Antonio Stella compie una carrellata su una pluralità di fatti collegati da un’unica caratteristica: sono compiuti da pezzi di quella che si usa definire “società civile” ovvero da singoli cittadini che attuano comportamenti di fatto antisociali, ma che la loro esperienza suggerisce essere tollerati perché praticati (con successo) da una

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Assenteisti, capitale sociale e un paese da ricostruire

Vorrei tornare su una vicenda che ha impegnato i commentatori prima che si verificassero i tragici fatti di Parigi e che, secondo me, merita ancora attenzione. Si tratta dei dipendenti assenteisti del comune di Sanremo. Ci torno perché considero il comportamento di quei dipendenti pubblici paradigmatico della profonda crisi, di coscienza e di identità prima che economica, del sistema Italia.

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