Al capolinea il modello Italia: è ora di cambiare (di Claudio Lombardi)

Sempre più l’esistenza del governo Monti e la manovra che ha presentato si rivela come il punto di arrivo di una lunga evoluzione della storia nazionale. Ieri su Repubblica Gustavo Zagrebelsky si domandava: “quando tutto questo sarà finito, che cosa sarà della politica e delle sue istituzioni? Diremo che è stata una parentesi oppure una rivelazione?” Non si tratta della

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Le frequenze, le aste e il nostro bene comune (di Enrico Grazzini)

Il regalo a Rai-set è uno scandalo da annullare subito. Ma anche un’asta “pulita” può rafforzare l’oligopolio dell’informazione. Servono altri strumenti per fare della comunicazione un bene comune In flagrante conflitto d’interessi, il passato governo ha cercato di regalare preziose frequenze digitali a Rai-set (cioè a Mediaset più Rai, ambedue controllate dall’ex premier Silvio Berlusconi) con la gara gratuita avviata

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Sprechi militari. Cosa si potrebbe fare con quei 15 miliardi (di Giulio Marcon)

Tanti asili nido e posti di lavoro per ogni cacciabombardiere. L’ultimo regalo alla casta dei generali equivale al 75% della manovra annunciata Con i 15 miliardi di euro che il governo italiano si è impegnato a spendere per i cacciabombardieri F35 si potrebbero mettere in sicurezza 14mila scuole (che non rispettano la legge 626, le normative antincendio e non hanno

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Manovra: apprezzabile, con riserva ( di Leonardo Becchetti)

Mentre in Italia sta per essere varata la manovra che succede ai tre piani della crisi? Al piano superiore (riforma delle regole della finanza internazionale) calma piatta. Le ricette ultranote che servirebbero per riportare la finanza al servizio dell’economia reale sono state da tempo individuate (legge Dodd-Frank negli Stati Uniti, commissione Vickers nel Regno Unito): sono la riduzione della leva

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Il paradosso della democrazia dai conti pubblici alle sfide del mondo globalizzato (di Claudio Lombardi)

Interessante analisi di Adriano Bonafede e Massimiliano Di Pace su Repubblica-affari e finanza di oggi. Il tema è l’effetto delle politiche dei governi Berlusconi negli ultimi dieci anni sull’entità del debito pubblico, sulla crescita del Pil, della spesa pubblica e del prelievo fiscale. I numeri del rapporto debito pubblico/PIL  parlano chiaro. Si parte dal 2000 con il 109,2%, nel 2001

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La crisi e quattro temi cruciali da affrontare (di Lapo Berti)

Siamo a una di quelle svolte nella storia in cui molti, per non dire tutti, avvertono che qualcosa si è rotto nel meccanismo che per tanto tempo ci ha consentito di abitare il nostro mondo godendo di un costante miglioramento delle nostre condizioni di vita. Il mito del progresso, con la sua apparentemente infinita capacità di attrarre consenso e di

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Uscire dalla crisi con un nuovo governo e nuovi cittadini (di Claudio Lombardi)

Di epitaffi per il peggior governo dell’Italia repubblicana (peggiore per chi lo ha guidato, per i suoi esponenti, per la sua politica, per come ha gestito un potere quasi assoluto) se ne scriveranno tanti. Senza ricorrere a toni urlati e alla retorica si può dire che l’era Berlusconi lascia in eredità agli italiani un Paese che ha ampliato i suoi

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Alla ricerca dei perché della crisi italiana: da un’intervista di Marcello De Cecco

L’intervista, pubblicata sul Venerdi di Repubblica del 26 agosto 2011, parte dal semplice interrogativo se egli ritenga gli italiani consapevoli di quello che li aspetta. Marcello De Cecco, economista, già professore alla Normale di Pisa, a Princeton, alla London School of economics e all’ENA di Parigi, risponde con scetticismo: “ Di solito, se le persone sono informate di quel che

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Iniziamo a rimettere le cose a posto (di Claudio Lombardi)

Mettiamo da parte la crisi finanziaria internazionale. Spesso viene presentata come un evento naturale contro il quale non c’è nulla da fare se non inondare di denaro i mercati stando ben attenti a metterlo nelle mani di quegli stessi operatori che lo dovrebbero utilizzare per sostenere le economie e che, invece, spesso, lo usano per giocare alla speculazione. Si chiamano

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Un’ondata di partecipazione della società civile (di Claudio Lombardi)

“La politica appare debole e divisa, incapace di produrre scelte coraggiose, coerenti e condivise”. Mentre il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano pronunciava queste parole la maggioranza compatta votava la fiducia sul provvedimento cosiddetto del “processo lungo” che mira ad intralciare i processi dando la possibilità a collegi di difesa e ad imputati (ovviamente con molti soldi a disposizione) di procrastinarne

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