Non avere paura di impegnarsi: intervista a Francesca Lagatta

Francesca Lagatta, 27 anni calabrese autrice della lettera aperta a Monti (pubblicata qui http://www.civicolab.it/?p=2437) impegnata nelle lotte sociali nell’alto tirreno cosentino D. Quali sono le motivazioni del tuo impegno sociale e cosa pensi della politica? R. Il mio impegno sociale nasce dall’esigenza che ho avvertito fortemente di dare una mano a chi ne ha bisogno. Da questa spinta sono arrivata

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Giovani in bilico, la vita sospesa dei NEET (di Rossella Rossini)

Sospesi. Nell’ombra. Hanno tra 15 e 29 anni. Non lavorano, non studiano, non seguono corsi di formazione. Li hanno chiamati bamboccioni. Li hanno chiamati fannulloni. Ora li chiamano “né, né”: trasposizione nostrana dell’acronimo inglese Neet, che indica il popolo dei giovani “not in employment, education or training“. Un fenomeno analizzato da istituti statistici e di ricerca in Italia e in

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Una generazione si costituisce parte civile (di Flora Frate)

La mia generazione, scriveva Giorgio Gaber, ha perso. La nostra no, perché non ci hanno fatto nemmeno tentare. La nostra generazione è negata, nascosta, omessa. Costretta a tacere, relegata in un angolo, soffocata. Negli ultimi quindici anni, la società ha subito stravolgimenti radicali. Ci hanno raccontato la “lieta novella” che più mercato e più flessibilità fossero opportunità di un futuro

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Andare via o rimanere? (di Mila Spicola)

E’ stato presentato nei giorni scorsi il rapporto elaborato dalla SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, sullo stato dell’economia nel sud del Paese. Abbiamo voluto capirci di più e quindi siamo andati a sfogliare il corposo dossier che fotografa l’inesorabile decadenza del mezzogiorno. Basterebbe un solo dato per chiarire, se ve ne fosse ancora bisogno, di quanto il sud

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Per ricostruire l’Italia si comincia dalla scuola (di Adriana Bizzarri)

Nuovo anno scolastico e va peggio di prima. Di nuovo aule sporche e insicure, aule ancora più affollate, tagli di bilancio che continuano ad infierire e che rendono difficile il sereno svolgimento delle attività scolastiche. L’Italia investe poco sull’istruzione, è una constatazione confermata da tutte le rilevazioni statistiche. Il nostro Paese riserva alla scuola il 4,8% del Pil, mentre in

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La scuola pubblica di Berlusconi sulle montagne dell’Afghanistan (di Claudio Lombardi)

27 febbraio 2011 – dichiarazione di Berlusconi “Come al solito anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate….il mio governo ha avviato una profonda riforma della scuola e dell’università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli……questo non significa non

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Parentopoli romana: una lettera da chi preferisce il merito al favore (di Ilaria Donatio)

Caro Civicolab, oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto una cosa di buon senso che purtroppo, solo per un attimo, ha abbassato il volume dell’inutile e rumoroso dibattito acceso dalla manifestazione del 14 dicembre e dagli episodi di violenza nelle piazze: “La protesta pacifica è una spia di malessere che le democrazie non possono ignorare”. Un’osservazione banale, forse,

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