Dal blocco dei licenziamenti allo sviluppo

“Dopo i confetti escono i difetti”. Un vecchio proverbio popolare può essere adattato per vedere cosa è successo dopo i mesi di lockdown. C’è una parte emozionante che rimarrà nella storia e nella memoria (speriamo) ed è quella dell’“andrà tutto bene”, dei disegni dei bambini esposti su porte e finestre, dei canti dai balconi, dei tricolori alle finestre, degli applausi

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Che fare tra comitati piani e programmi?

Siamo sempre stati grandi produttori di proposte, piani e programmi. Dunque non deve meravigliare che in un periodo eccezionale come quello iniziato a gennaio con l’emergenza Coronavirus si sia cercato di porsi all’altezza del disastro in corso invocando un cambiamento generale passando dall’”andrà tutto bene” al “nulla sarà come prima” per arrivare, inevitabilmente, ai nuovi modelli di sviluppo, di società

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Il pasticcio delle integrazioni salariali

Il disallineamento fra periodo di cassa integrazione e blocco dei licenziamenti di cui ho parlato nel precedente articolo (http://www.civicolab.it/il-lavoro-che-si-spegne-tra-casse-integrazioni-e-blocco-dei-licenziamenti/) appare una scelta azzardata, ma in linea con quella confusione che ha accompagnato l’azione del governo in questo campo nel periodo dell’emergenza coronavirus. Infatti, pur dichiarando ai quattro venti che “nessuno resterà indietro” non ha messo in campo gli strumenti giusti.

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Il lavoro che si spegne tra casse integrazioni e blocco dei licenziamenti

Il lavoro di moltissime persone nel periodo “pandemico” si è spento. Si  è ripiegato sin da subito in se stesso, fra un pesante lockdown imposto dalle autorità e le sue infinite paure. Si è  spesso rifugiato, pur di sentirsi vivo, in un “finto” smart working per molti. Per altri è stato un chiaro segnale del prossimo addio al posto di

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Il piano di rinascita e i troppi annunci

“Questa crisi deve essere l’occasione per rinnovare il Paese dalle fondamenta, per superare tutti quei problemi strutturali che si trascinano da tempo”. “Ci rendiamo conto dei ritardi, ci rendiamo conto che ci stiamo confrontando con una legislazione e un apparato statuale che non era affatto pronto”. Difficile non essere d’accordo col Presidente del Consiglio che ha pronunciato questa frasi nella

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Diario Lombardo della pandemia: la parola ai numeri

Il caso Lombardo fa sicuramente riflettere e discutere. Alla fine di febbraio la mia vita scorre abbastanza normale a Milano, tra il mio ufficio in centro e il mio appartamento nella semiperiferia di Milano est, poche traverse oltre la circonvallazione esterna. Io sono tra quelli che, senza particolare attivismo, sostengono “Milano non si ferma”. Un giorno iniziano a contingentare gli

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Un 25 aprile di resistenza e di riscoperta

“Ci sono momenti in cui la storia chiama, ci sono momenti in cui si viene messi di fronte a un bivio e dobbiamo decidere da che parte stare” tuonava ieri Giorgia Meloni alla Camera. Di che stava parlando? A cosa riservava tanta veemenza? Ai 36 miliardi di prestiti che l’accordo europeo rende possibile ottenere dal Mes. Bisognerebbe dire che mai

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