25 milioni per zittire la Gabanelli (di Stefano Corradino)

Ci sono tanti modi per chiudere la bocca alle voci non omologate. Il fascismo vietava direttamente la pubblicazione dei contenuti scomodi e incarcerava i giornalisti non allineati. Qualche anno più tardi la strategia censoria consisteva nel mettere l’informazione sotto il rigido controllo dei governi. Si chiamava P2, loggia massonica che poi fu sciolta ma con alcuni dei suoi illustri accoliti, tuttora in Parlamento,

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Informazione e giornalisti: uscire dal “ventennio” (di Silvia Resta)

Cari amici, care colleghe e colleghi candidati. Mai come in questa campagna elettorale i giornalisti sono tanti: una vera pattuglia. Distribuiti nelle varie liste, tanti nomi, volti noti e firme di grande rispetto. E molti, permettetemi di dirlo, siete amici miei. Non ho mai avuto così tanti amici candidati… Con qualcuno ho diviso la strada, la cronaca, grandi e piccoli

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Le mani di Berlusconi su La7? (di Claudio Lombardi)

Impazza la campagna elettorale che sancisce la fine dell’interregno del governo dei tecnici e, nel pieno di una crisi economica e finanziaria devastante, accompagnata dall’esplosione di uno scandalo dietro l’altro, deve dare all’Italia un nuovo governo e una nuova rappresentanza parlamentare. Intanto con la rinuncia del Papa, si prepara una svolta epocale nella Chiesa cattolica al termine di una stagione

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Iniziativa dei cittadini europei per la libertà di informazione

L’iniziativa popolare europea (Ice) è prevista all’art. 11 del Trattato di Lisbona, che recita “Cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l’iniziativa d’invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un

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La RAI del futuro tra mercato e servizio pubblico (di Elio Matarazzo)

Progettare nuovi sistemi dove pubblico e privato convivano nella sperimentazione dell’ideazione, produzione e distribuzione dei contenuti, è la “sfida impossibile” su cui riflettiamo da anni con la segreta speranza di fare proposte costruttive anche per il legislatore. L’ambizione è mettere al centro del sistema della conoscenza la RAI Tv – Servizio Pubblico per creare sviluppo e occupazione in questo settore

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Legge sulla diffamazione: una buona occasione per colpire la libertà di informazione (di Claudio Lombardi)

La diffamazione da parte di chi dispone dei mezzi di comunicazione è una gran brutta cosa ed è giusto sanzionarla. Non con il carcere perché è evidentemente una pena esagerata rispetto alla violazione commessa. Più ovvio è replicare con pene pecuniarie e con rettifiche pubblicizzate con lo stesso risalto dato alla notizia diffamante. La rettifica, in particolare, è la risposta

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Partecipazione e libertà di informazione due anelli di una catena. Intervista a Marco Quaranta di MoveOn Italia

Il 18 ottobre si svolgerà a Roma in piazza Farnese la “Notte bianca della Rai ai cittadini” una manifestazione organizzata da MoveOn Italia. ce ne parla uno degli animatori del movimento, Marco Quaranta. D: “Non voteremo più nessuno che non accetti di impegnarsi per liberare la Rai e restituirla ai cittadini. Questo è l’impegno che noi ci assumiamo, noi cittadini

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Intercettazioni: ciò che interessa ai cittadini e il comodo bavaglio (di Alessandro Cossu)

Ci risiamo. Ogni qual volta le intercettazioni riguardino da vicino il mondo della politica o esponenti ad esso prossimi, riparte la guerra contro il loro uso, al grido di “buttiamo via i soldi”, “cose penalmente irrilevanti”, “la macchina del fango”, e così via. Questi carissimi benpensanti, che si nascondo anche dietro i microfoni di network televisivi e radiofonici in cui

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Cosa ci insegna la vicenda Wikileaks (di Flavio Fusi)

Ora che è libero – anche se strettamente vigilato – Julian Assange potrà studiare le prossime mosse di una partita molto pericolosa. Un uomo solo contro le diplomazie di mezzo mondo, e soprattutto contro quel moloch del potere,  incarnato dall’ iper-potenza americana. Il peccato mortale del fondatore di Wikileaks  – non considerando le accuse di violenza sessuale, dalle quali dovrà

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