Casaleggio i movimenti e il ruolo di internet

Di fronte alla morte non si può far altro che esprimere cordoglio. Fatta questa premessa che in un contesto civile sarebbe inutile e forse offensiva, io che non sono mai stato un sostenitore di Gianroberto Casaleggio riconosco il ruolo significativo nell’arena politica italiana perché ha saputo cogliere almeno due fattori che da anni stanno caratterizzando la partecipazione politica: le grandi proteste contro l’establishment e i nuovi mezzi di comunicazione di massa. A prescindere dalla sua scomparsa è forse oggi tempo di bilanci. Alcuni trend esistono dalla fine degli anni novanta, ma sono divenuti visibili nel 2011 con gli indignados in Spagna, con la primavera araba e con Occupy Wall Street (OWS).

occupy wall streetLa stagione delle proteste non si è certo chiusa con il 2011,perché la gente ha continuato a riempire le piazze in Brasile, in Africa ed ad Hong Kong e perché le manifestazioni sono poi state concretizzate e istituzionalizzate, in movimenti capaci di ottenere un consenso popolare immenso e trasversale, è il caso di OWS o in partiti politici capaci di raccogliere più o meno un quarto dei consensi espressi alla loro prima partecipazione alle elezioni nazionali, è il caso del Movimento5Stelle e di Podemos. Sottolineo che per me il Movimento5Stelle è un partito, anche se profondamente diverso da tutti gli altri che hanno partecipato alla contesa elettorale nell’Italia Repubblicana. Le elezioni 2013 sono sicuramente state un punto di svolta nella storia partitica italiana ma non hanno certo seppellito i partiti, hanno semmai spinto i partiti a riflettere sulle loro caratteristiche. Nella storia del nostro e di altri paesi non sono mancati periodi di cambiamento simili: l’alfabetizzazione e la diffusione della stampa portarono i partiti di massa a soppiantare quelli dei notabili, la tv portò alla crisi del partito tradizionale ed alla liderizzazione dei partiti e della politica, l’avvento delle nuove tecnologie, di internet e dei social network non poteva non spingere i partiti a trovare nuove modalità di comunicazione, di organizzazione e di sintesi delle posizioni.

edemocracyNel concreto Casaleggio ha “importato” in Italia le modalità operative di MoveOn, movimento progressista americano nato per chiedere l’impeachment di Clinton e poi per fare opposizione a Bush jr, la protesta contro le elite di destra e di sinistra, politiche e non, tipica di OWS e degli indignados. A qualche anno dal 2011 è tempo di almeno due bilanci.

Un primo bilancio riguarda la stagione delle proteste: OWS denunciava l’avidità della finanza e l’esplosione delle disuguaglianze, in questi anni  negli Stati Uniti è stata varata una legislazione del mondo della finanza che va nella giusta direzione ma è ampiamente insufficiente mentre in Europa si è lavorato per limitare il cortocircuito tra debito pubblico e fragilità delle banche; ci sono solo timidi segnali di consapevolezza del fatto che le disuguaglianze sono ormai insostenibili, Oxfam international ha benedetto alcune posizioni di Obama e Papa Francesco, ma non c’è stata una presa di coscienza netta, né da parte della piazza né da parte del palazzo di molte dinamiche che al di là della violazione delle leggi e dell’avidità generano squilibri che provocano ricorrenti ed imponenti crisi. A tal proposito è assai utile leggere Terremoti Finanziari di Raghuram Rajan, governatore della Banca Centrale Indiana. La primavera araba, portatrice di istanze condivisibili è diventata una guerra civile sovranazionale che ha dato grandissimo spazio alle reti globali del terrorismo.

comunicazione e personeIl secondo bilancio riguarda internet e le nuove modalità di informazione e di partecipazione. I fautori della rete ritengono che i nuovi mezzi di comunicazione di massa (new media) democratizzeranno la politica e ridimensioneranno le oligarchie, il giornalista inglese Paul Mason, autore di Postcapitalismo arriva addirittura ad affermare che internet sta rendendo facilmente accessibili e quasi a costo zero quasi tutte le informazioni su cui si basano le imprese, quindi se la transizione verrà ben gestita arriveremo ad una società del benessere e dell’uguaglianza libera dai monopoli e dagli abusi di posizione dominante. Purtroppo all’utopia di Mason si contrappone la realtà. Il crollo della raccolta pubblicitaria sta rendendo i mezzi di comunicazione sempre più dipendenti da editori e da grandi inserzionisti e la stampa indipendente dai grandi gruppi industriali non solo non esiste più in paesi come l’Italia ove è sempre stata assai debole ma fatica anche in paesi occidentali in cui aveva una lunga tradizione, la situazione di patologica perdita o di cronica debolezza di giornali e tv sta spingendo ad aggregazioni aziendali che riducono i punti di vista, la rete è dominata dai giganti della Silicon Valley e si sta rivelando incapace di  superare i difetti dei mezzi di comunicazione tradizionali. internet manipolazioneSe internet riesce a mettere in comunicazione persone ed esperienze non riesce spesso a dare un’informazione di qualità, anzi riconoscono alcuni suoi estimatori come Mason che spesso  oltre a servire nobili fini funge da megafono per idee razziste o profondamente sbagliate e addirittura da infrastruttura per la criminalità ed il terrorismo internazionale. Non è tuttavia possibile rigettare oggi le sfide che pone la rete. Servono strumenti per salvare l’editoria tradizionale, servono strumenti di contrasto per i network terroristi e criminali, perché purtroppo anche a loro beneficio la rete ha limitato il fattore distanza e serve una scuola capace di trasmettere nozioni, come ha sempre fatto abbastanza bene in Italia, ma capace allo stesso tempo di insegnare ai giovani a muoversi in un mare di informazioni non sempre attendibili. La capacità di navigare nelle informazioni e la capacità di elaborazione sono fondamentali ai cittadini nella vita lavorativa, come nella partecipazione politica. Bisogna entrare in una nuova era dell’alfabetizzazione, e ciò sarà particolarmente difficile in un paese come l’Italia ove la scuola ha innegabili eccellenze, di cui è prova tangibile il successo professionale all’estero di molti italiani, ma allo stesso tempo è caratterizzata da grosse disuguaglianze nell’apprendimento che si manifestano in un esito disastroso degli italiani nei test OCSE che misurano le abilità di lettura e di calcolo e le competenze nella lingua inglese degli italiani. Chi raramente ha letto un libro non diventerà colto sulla rete.

Salvatore Sinagra

Un Governo inutile e una possibile via d’uscita (di Claudio Lombardi)

il baratro governoA distanza di tempo e visti i risultati viene il dubbio che il governo Letta sia nato per mascherare un fallimento e un progetto occulto. Il fallimento è stato quello delle forze politiche presenti in Parlamento incapaci di assumersi le loro responsabilità e perse dietro i loro giochi di potere. Il progetto occulto era quello della prosecuzione della maggioranza del governo Monti, quella che più garantiva non la stabilità, bensì la pura e semplice conservazione.

Un Governo di “servizio” si è dichiarato, ma si è dato obiettivi così ambiziosi (uscire dalla crisi, ripresa dell’economia, riforma della Costituzione) da apparire un pretesto per prendere tempo. La famosa stabilità, si è poi capito, era quella dei gruppi dirigenti della buropolitica che non intendevano mettere in discussione il loro potere.

riforme costituzionaliLe riforme costituzionali con il corollario dei comitati di saggi e di leggi costituzionali a lungo decorso sono state il ripescaggio di una presa in giro da sempre utilizzata dalle forze politiche in difficoltà per rinviare le scelte utili e per camuffare quelle dannose. Come è stato con le poche modifiche portate alla Costituzione nell’ultimo decennio e con la legge elettorale che tutti dicono di voler cambiare.

La verità è che è dovuta arrivare la Corte Costituzionale a mettere la parola fine alla presa in giro. Adesso, forse, sarà Renzi a dare una scossa a gruppi dirigenti immobili pronti a trastullarsi con i più svariati modellini elettorali, ma privi dell’interesse a cambiare davvero.

effetti governoLa legge elettorale è, però, solo la manifestazione più vistosa di qualcosa di più eclatante. I fatti parlano chiaro: disoccupazione mai così alta; debito pubblico mai così grande; Pil fermo; pressione fiscale ai massimi livelli; povertà che colpisce milioni di famiglie (milioni non migliaia!). Il quadro è quello di un governo incapace di governare e di andare oltre la burocratica ordinaria amministrazione. Un governo incapace anche di dirigere e controllare lo strapotere di una burocrazia che gestisce i suoi interessi di casta, ma che è strettamente intrecciata alla politica tanto che si può parlare di buropolitica.

La vicenda scatti di anzianità degli insegnanti è esemplare così come quella  dell’IMU. Per quest’ultima si è fatto un capolavoro: con una sola scelta politica si sono messe in crisi le casse dello Stato, quelle degli enti locali, le politiche del lavoro e di rilancio dell’economia. Un capolavoro! E tutto per inseguire una promessa elettorale di Berlusconi che poi, comunque, è uscito dalla maggioranza.

potere buropoliticoAdesso l’IMU è tornata sia come strascico dell’abolizione con la cosiddetta mini-IMU che si dovrà pagare tra pochi giorni, ma ancora nessuno sa il come e il quanto; sia sotto altri nomi (TASI, IUC ecc) e costerà più di quella abolita. Insomma una presa in giro fatta di pressapochismo, arroganza e incapacità di governare.

È sempre più chiaro che il cuore del problema è il potere: i politici vogliono mantenere il consenso a prescindere dalle conseguenze delle loro decisioni e si mettono nelle mani della burocrazia che dirige le amministrazioni pubbliche, scrive le leggi ed è la sola a capirne tutte le implicazioni; ne controlla l’attuazione e può gestirla come vuole ben sapendo che il politico non è in grado di intervenire su nulla. La burocrazia gestisce il potere reale e assicura al politico ciò che al politico serve: qualche risultato da esibire e tanti consensi da riscuotere con interventi mirati. Le leggi finanziarie o di stabilità, i decreti mille proroghe zeppi di indecenti distribuzioni di soldi senza criterio, la mancata attuazione delle leggi dimostrano che le cose stanno così.

Vie d’uscita? Ci sono. Bisogna aumentare la trasparenza e l’informazione dell’opinione pubblica; bisogna sviluppare la partecipazione dei cittadini andando oltre la rappresentanza di interessi (sindacali, di categoria ecc) che è parte del problema; bisogna far nascere o potenziare forze politiche che non siano asservite ai gruppi dirigenti; bisogna diffondere un rifiuto culturale dell’individualismo predatorio che è il modello che è stato presentato come vincente agli italiani; bisogna lottare contro la corruzione che da questo modello deriva. Tutto ciò significa che nuove elezioni in tempi brevi sono necessarie, ma non sufficienti senza una spinta che venga dal basso.

Insomma una via d’uscita molto difficile, ma possibile

Claudio Lombardi