Una Rai indipendente al servizio della libertà (di Claudio Lombardi)

Presi da tante emergenze e urgenze, strattonati dalle vicende di partiti, formazioni politiche, blog e gruppi parlamentari, sorpresi da un governo che ha unito Pd e Pdl, la questione del controllo dell’informazione e del suo principale strumento – le televisioni – è passata in secondo piano. Quasi nessuno ne parla, ma ci sono sempre ottimi motivi per ricordarci che la

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Informazione e giornalisti: uscire dal “ventennio” (di Silvia Resta)

Cari amici, care colleghe e colleghi candidati. Mai come in questa campagna elettorale i giornalisti sono tanti: una vera pattuglia. Distribuiti nelle varie liste, tanti nomi, volti noti e firme di grande rispetto. E molti, permettetemi di dirlo, siete amici miei. Non ho mai avuto così tanti amici candidati… Con qualcuno ho diviso la strada, la cronaca, grandi e piccoli

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Vendita de La7: a pensare male si fa peccato ma…. (di Claudio Lombardi)

Il fatto del giorno è la vendita de La7. Sembra strano in un momento in cui la crisi economica pone ben altri problemi agli italiani e nel momento in cui si sta concludendo una campagna elettorale importantissima per il futuro del Paese. Non lo è se si considerano il pluralismo e la libertà dell’informazione beni primari e non futili accessori.

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Le mani di Berlusconi su La7? (di Claudio Lombardi)

Impazza la campagna elettorale che sancisce la fine dell’interregno del governo dei tecnici e, nel pieno di una crisi economica e finanziaria devastante, accompagnata dall’esplosione di uno scandalo dietro l’altro, deve dare all’Italia un nuovo governo e una nuova rappresentanza parlamentare. Intanto con la rinuncia del Papa, si prepara una svolta epocale nella Chiesa cattolica al termine di una stagione

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Legge sulla diffamazione: una buona occasione per colpire la libertà di informazione (di Claudio Lombardi)

La diffamazione da parte di chi dispone dei mezzi di comunicazione è una gran brutta cosa ed è giusto sanzionarla. Non con il carcere perché è evidentemente una pena esagerata rispetto alla violazione commessa. Più ovvio è replicare con pene pecuniarie e con rettifiche pubblicizzate con lo stesso risalto dato alla notizia diffamante. La rettifica, in particolare, è la risposta

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RAI e Santoro: i favori a Berlusconi li paghiamo noi (di Claudio Lombardi)

Finalmente c’è riuscito! Dopo tanti proclami, dopo minacce, telefonate di insulti e manovre più o meno sotterranee è riuscito o, meglio, sono riusciti, ad allontanare Michele Santoro dalla RAI. Certo tutto ha un prezzo e questo consiste nella mortificazione della libertà e del pluralismo delle idee nella comunicazione, ma anche nella perdita di un bel po’ di soldi per l’azienda

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