E’ partita quota 100 ma non le assunzioni

L’Europa sembra avere un bellissimo effetto sull’occupazione dei suoi stati membri, il tasso europeo di disoccupazione non è stato mai così buono dal 2008 (prima del tracollo finanziario mondiale), ma non per Grecia, Spagna e, chiaramente, l’Italia. Gli storici  fanalini di coda dell’eurozona viaggiano ad un tasso di disoccupazione oltre la media europea  fissata al 6,4%, con l’Italia al 10,2,

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Note di viaggio in Sicilia: potenzialità e perplessità (di Salvatore Sinagra)

Come tutte le estati anche questa volta sono ritornato nella  mia Sicilia, in provincia di Agrigento. Qualche settimana di ferie mi ha fatto riflettere sulle contraddizioni della nostra economia e della nostra società più della lettura dell’ultimo best seller di Thomas Piketty “Il capitale nel ventunesimo secolo”. Di Agrigento, Porto Empedocle, Pozzallo ed altre località siciliane si parla solo in

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La crisi, l’Italia e la via d’uscita. Intervista a Giovanni Principe

LA CRISI E L’ITALIA Siamo vittime innocenti della crisi mondiale o il nostro paese si è messo da solo in una condizione di debolezza? L’Italia aveva un grande vantaggio rispetto ai paesi dove è esplosa la crisi: nessuna bolla speculativa sugli immobili e, quindi, banche relativamente solide perché non si erano esposte con i mutui “subprime”. Ma aveva anche i

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Un punto di vista civico sulla riforma del lavoro (di Claudio Lombardi)

Esiste la possibilità di un punto di vista civico sulla riforma del lavoro? Ne parlano i sindacati, ne parlano i partiti, protagonista è il Governo. E i cittadini? Risposta ovvia: i lavoratori sono cittadini e sono i sindacati a rappresentarli insieme ai partiti. Replica (forse meno ovvia): tutti i cittadini in una Repubblica fondata sul lavoro dovrebbero essere interessati alla

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La crisi e le proposte di un cittadino attivo (di Aldo Cerulli)

Siamo cittadini attivi e vogliamo provare a cambiare le cose. Considerata la situazione internazionale è difficile sfuggire all’idea che siamo tutti sottomessi allo strapotere della finanza che si esprime con la crisi dei sistemi bancari che si sono dedicati alla speculazione invece che al loro mestiere. Gli Stati hanno l’acqua alla gola perché si sono caricati di una immensa mole

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