Lettera aperta a chi è come me

Anche l’operaio vuole il figlio dottore…… Impressa nella mente e nell’indole rivoluzionaria di una 15enne che avrebbe voluto cambiare il Mondo, di chi da bambina ha vissuto le ingiustizie di un Mondo corrotto, ingiusto, quasi sempre contro i più deboli. Il bilancio a distanza di quasi 20 anni? Forse ci avrei dovuto rinunciare a tali pretese. Sono cresciuta e ho

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Non basta la laurea per lavorare: anche l’università ne ha colpa (di Flora Frate)

Oggi, indagare sulla struttura precaria e flessibile del mercato del lavoro, sicuramente è doveroso e determinante, ma  non basta per spiegare la lontananza tra la preparazione  universitaria e le figure professionali richieste dal mercato del lavoro. Il fatto è che la struttura universitaria  funziona  ancora come la vecchia accademia e presenta parametri  di valutazione e di formazione  legati ancora al

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Tra patatine fritte e studio professionale: parla un precario

Adesso sto alla friggitrice. Anzi, alla postazione di preparazione delle patatine fritte e la friggitrice è una macchina bella grossa con diverse vasche, mica come quella che alcuni hanno a casa e che funziona con nemmeno un litro d’olio. Qui bisogna stare attenti perché di olio ce ne va un bidone e non si deve rovinare. Quindi occhio alle temperature

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Una generazione si costituisce parte civile (di Flora Frate)

La mia generazione, scriveva Giorgio Gaber, ha perso. La nostra no, perché non ci hanno fatto nemmeno tentare. La nostra generazione è negata, nascosta, omessa. Costretta a tacere, relegata in un angolo, soffocata. Negli ultimi quindici anni, la società ha subito stravolgimenti radicali. Ci hanno raccontato la “lieta novella” che più mercato e più flessibilità fossero opportunità di un futuro

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Un tempo per esserci e io ci sto! Appello ai precari (di Rossella Aprea)

Riproponiamo dal sito www.lib21.org il primo di una serie di articoli dedicati a precari. Che le persone svolgano un lavoro dignitoso e che dia i mezzi per vivere non è solo un affare privato dei singoli individui, ma è un fondamento della nostra Repubblica. Per questo il lavoro è uno dei caratteri essenziali della condizione di cittadino. Il lavoro non

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La crisi e le proposte di un cittadino attivo (di Aldo Cerulli)

Siamo cittadini attivi e vogliamo provare a cambiare le cose. Considerata la situazione internazionale è difficile sfuggire all’idea che siamo tutti sottomessi allo strapotere della finanza che si esprime con la crisi dei sistemi bancari che si sono dedicati alla speculazione invece che al loro mestiere. Gli Stati hanno l’acqua alla gola perché si sono caricati di una immensa mole

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