Tanto vale… meglio l’Italicum (di Paolo Acunzo)

Sarà l’ingorgo  istituzionale che vede la discussione sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica, delle riforme elettorali e costituzionali intrecciarsi tra loro. Sarà la confusione di alleanze politiche che non rendono possibile capire chi sta con chi e per fare cosa o chi si oppone a chi e perché. Sarà un dibattito che non sempre è trasparente intorno a patti e

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Timeo Verdini et dona ferentes (di Roberto Angeli)

Pare che Renzi stia per partorire. Un travaglio un po’ più lungo ed agitato del previsto, con pentacontrazioni fastidiose e qualche voglia pruriginosa sopita, ma che comunque dovrebbe arrivare in porto a breve. Si potrebbero muovere legittime critiche, di metodo e di merito, al nascente Esecutivo ed al suo Leader. Alcune molto ben fondate. Ma almeno una cosa va detta……alea

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La riforma elettorale che non faranno mai (di Paolo Andreozzi)

Parlo ora di riforma della legge elettorale, benché il tema mi appassioni meno di un decimo di quanto veda urgente quello della riforma del modello socioeconomico del Paese. Comunque, i dati oggettivi del problema sono i seguenti: 1. l’art.67 Cost. dice “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, il che vuol

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Ricostruire la rappresentanza per ricostruire il sistema politico (di Pinuccio Spini)

I due temi, quello della riforma elettorale e quello della riforma dei partiti, sono collegati dal fattore comune della maggiore trasparenza e partecipazione alla vita politica da parte dei cittadini, esigenza ormai riconosciuta come improrogabile da uno schieramento trasversale. Nella loro improcrastinabile attuazione si intravvede dunque l’importante possibilità di riannodare il rapporto, oggi fortemente compromesso, tra Parlamento e cittadini, tra

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