Una legge a favore dei reati e contro la giustizia

La prescrizione breve in corso di approvazione alla Camera in queste ore riduce i tempi per lo svolgimento dei processi in misura superiore a quanto attualmente previsto, ma in misura minima (pochi mesi) e collegando in discorsi, articoli e dichiarazioni questa misura allo svolgimento dei processi di Berlusconi. Quindi riduzione di entità trascurabile che, però, serve al Presidente del Consiglio per evitare anche la sentenza di primo grado nel processo Mills. Questa è l’unica ragione di una straordinaria concentrazione dell’impegno della maggioranza di governo che ha messo al centro dei lavori parlamentari, quasi fosse la somma urgenza dell’Italia, i pochi mesi di riduzione della prescrizione spacciandola per un atto di giustizia contro la lentezza dei processi.

Attenzione non si tratta di norme dedicate a sveltire i processi né per questo obiettivo il Governo ha avanzato proposte concrete né sono stati raggiunti risultati in questi anni per accorciarne la durata per arrivare più rapidamente all’accertamento della verità. Questo non è stato fatto e il provvedimento in corso di approvazione avrà l’unico effetto di troncare i processi senza alcuna sentenza che stabilisca le responsabilità dei reati che avrebbero dovuto accertare.

Ogni volta che in una società si verifica questo effetto si determina un grave turbamento della stabilità e dell’ordine pubblico perché, ovviamente, i responsabili dei reati tenderanno a sfuggire alla giustizia con ogni mezzo e le parti offese non avranno giustizia. Quindi, da domani, se la legge sarà approvata, chi commette reati avrà un’arma in più e una sicurezza in più. Quest’arma sarà stato il Governo a costruirla e a farla funzionare meglio grazie al taglio di risorse agli uffici giudiziari, alla messa in stato di accusa della Magistratura, al rifiuto di aggiornare procedure farraginose che ostacolano il corso della giustizia. Non si tratta, quindi, solo di omissione di atti essenziali alla gestione di un sistema fondamentale come quello giudiziario, ma anche di azioni precise volte ad ostacolare il funzionamento del sistema. Non a caso la stessa maggioranza ha votato al Senato due emendamenti che aggraveranno ancor più le cose ostacolando clamorosamente il lavoro dei giudici (ammissione di testi proposti anche se ininfluenti rispetto al processo e, quindi, di intralcio e impossibilità di dare per accertate le prove in base alle quali sono state emesse sentenze passate in giudicato in processi successivi).

L’assurdità della situazione sta tutta qui: un Governo che approva leggi contro la giustizia e a favore degli imputati di numerosi reati.

Qui non si tratta più di scelte politiche opinabili, ma del venir meno della certezza del diritto e dell’uso delle istituzioni contro la legalità che dovrebbero tutelare.

Che a questo si sia arrivati per assicurare l’impunità a Silvio Berlusconi imputato di ogni genere di reati con i quali ha scandito la sua carriera di imprenditore e di politico è ormai evidente a tutti. Che sia riuscito a circondarsi di una classe di governo che agisce come una banda di malfattori è pure evidente e stupisce che non si ribellino a questo ruolo le persone di valore che pure sono presenti all’interno della maggioranza e che hanno dimostrato di avere capacità mortificate dalla logica banditesca del capo del Governo.

La questione da molto tempo ha superato i confini della lotta politica tra diversi schieramenti. Sarebbe augurabile, anzi, che da ogni parte si manifesti il rifiuto di questa trasformazione dello Stato democratico in regno personale di gruppi coalizzati intorno al disegno, purtroppo in corso di realizzazione a spese degli italiani, di controllare indisturbati la cosa pubblica.

È appena il caso di ricordare che in Europa nessun paese permette che una prescrizione interrompa un processo in corso. Da noi, invece, leggete gli elenchi seguenti

ELENCO DI ALCUNI DEI PROCESSI CHE SAREBBERO INTERROTTI

Processo Mills per corruzione: imputato Silvio Berlusconi
Strage alla stazione di Viareggio 29 giugno 2009: 32 morti
Crack Parmalat 2003: 80.000 risparmiatori truffati per oltre 14 miliardi di euro
Terremoto a L’Aquila 6 aprile 2009: 278 vittime, di cui 8 ragazzi nella Casa dello Studente
Doping Olimpiadi Invernali Torino 2006
Amianto nei Cantieri Navali di Palermo: 40 operai morti
Calciopoli Napoli 2006
Crack Cirio 2003: truffa per oltre 1 miliardo di euro

ELENCO DEI REATI CHE BENEFICEREBBERO DELLA PRESCRIZIONE BREVE

• articolo 314 del codice penale (PECULATO).
• articolo 315 del codice penale (MALVERSAZIONE).
• articolo 316 del codice penale (PECULATO PER ERRORE ALTRUI).
• articolo 316 bis del codice penale (MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO).
• articolo 316 ter del codice penale (INDEBITA PERCEZIONE DANNI STATO).
• articolo 317 del codice penale (CONCUSSIONE).
• articolo 318 del codice penale (CORRUZIONE).
• articolo 319 del codice penale (ATTO CONTRARIO A DOVERI D’UFFICIO).
• articolo 319.ter del codice penale (CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI).
• articolo 320 del codice penale (CORRUZIONE INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO).
• articolo 322 del codice penale (ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE).
• articolo 322.bis del codice penale (PECULATO/CONCUSSIONE/CORRUZIONE COMUNITA’ EUROPEA).
• articolo 323 del codice penale (ABUSO D’UFFICIO).
• articolo 324 del codice penale (INTERESSE PRIVATO IN ATTI D’UFFICIO).
• articolo 326 del codice penale (RIVELAZIONE SEGRETI D’UFFICIO).
• articolo 328 del codice penale (OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO).
• articolo 336 del codice penale (VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 337 del codice penale (RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 338 del codice penale (VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO).
• articolo 340 del codice penale (INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO).
• particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 347 del codice penale (USURPAZIONE DI FUNZIONI PUBBLICHE).
• articolo 348 del codice penale (ESERCIZIO ABUSIVO DI UNA PROFESSIONE).
• articolo 355 del codice penale (INADEMPIMENTNO DI CONTRATTI DI PUBBLICHE FORNITURE).
• articolo 589 del codice penale (OMICIDIO COLPOSO).
• articolo 609.bis del codice penale (VIOLENZA SESSUALE).
• articolo 609.quater del codice penale (ATTI SESSUALI CON MINORENNE).
• articolo 609.quinquies del codice penale (CORRUZIONE DI MINORENNE).
• articolo 609.octies del codice penale (VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO).
• articolo 416.ter del codice penale (SCAMBIO ELETTORALE POLITICO-MAFIOSO)
• articolo 419 del codice penale (DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO).
• particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 420 del codice penale (ATTENTANTO A IMPIANTI DI PUBBLICA UTILITA’)
• articolo 423 del codice penale (INCENDIO)
• articolo 423.bis del codice penale (INCENDIO BOSCHIVO)
• articolo 424 del codice penale (DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA INCENDIO)
• articolo 432 del codice penale (ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI)
• articolo 624 bis del codice penale (FURTO IN ABITAZIONE).
• articolo 628 del codice penale (RAPINA)
• articolo 629 del codice penale (ESTORSIONE)
• articolo 640 del codice penale (TRUFFA)
• articolo 641 del codice penale (INSOLVENZA FRAUDOLENTA)
• articolo 648 del codice penale (RICETTAZIONE)
• articolo 648.bis del codice penale (RICICLAGGIO)
• articolo 514 del codice penale (FRODI CONTRO LE INDUSTRIE NAZIONALI)
• articolo 583.bis del codice penale (PRATICHE DI MUTILAZIONE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI)
• articolo 648.ter del codice penale (IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA ILLECITA)
• articolo 646 del codice penale (APPROPRIAZIONE INDEBITA)
• articolo 614 del codice penale (VIOLAZIONE DI DOMICILIO)
• articolo 610 del codice penale (VIOLENZA PRIVATA)
• articolo 644.bis del codice penale (USURA IMPROPRIA)
• articolo 644 del codice penale (USURA)
• articolo 643 del codice penale (CIRCONVENZIONE DI INCAPACI)
• articolo 2621 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI)
• articolo 2622 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI IN DANNO DELLA SOCIETA’ DEI SOCI O DEI CREDITORI).
• articolo 2623 del codice civile (FALSO IN PROSPETTO).
• articolo 2624 del codice civile (FALSITA’ NELLE RELAZIONI O NELLE COMUNICAZIONI DELLE SOCIETA’ DI REVISIONE).
• articolo 2626 del codice civile (INDEBITA RESTITUZIONE DEI CONFERIMENTI).
• articolo 2627 del codice civile (ILLEGALE RIPARTIZIONE DEGLI UTILI E DELLE RISERVE).
• articolo 2628 del codice civile (ILLECITE OPERAZIONI SULLE AZIONI O QUOTE SOCIALI O DELLA SOCIETA’ CONTROLLANTE).
• articolo 2629 del codice civile (OPERAZIONI IN PREGIUDIZIO DEI CREDITORI).
• articolo 349 del codice penale (VIOLAZIONE DI SIGILLI).
• articolo 337.bis del codice penale (OCCULTAMENTO CUSTODIA O ALTERAZIONE DI MEZZI DI TRASPORTO).
• articolo 341.bis del codice penale (OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 351 del codice penale (VIOLAZIONE DELLA PUBBLICA CUSTODIA DI COSE).
• articolo 334 del codice penale (SOTTRAZIONE O DANNEGGIAMENTO COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE).
• articolo 335 del codice penale (VIOLAZIONE COLPOSA NELLA CUSTODIA DI COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE O DALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA).
• articolo 612.bis. del codice penale (STALKING)

I veri problemi della giustizia: il punto di vista di Cittadinanzattiva (intervista a Mimma Modica Alberti)

Con le ultime vicende di cronaca giudiziaria e politica che toccano il Presidente del Consiglio riparte il solito ritornello sulla politicizzazione della magistratura e sui complotti che questa organizzerebbe contro di lui. Il tema della giustizia è sulle prime pagine dei giornali da anni e sembra interessare al Governo molto più del programma che è stato votato dagli elettori. Ora si ripropone il processo a durata predefinita cosiddetto processo breve, così chi può pagarsi buoni avvocati sa che basta tirarla per le lunghe con cavilli e artifizi e il processo finisce da sé. È ovvio che non è questa la giustizia che interessa ai cittadini, ma solo quella per pochi privilegiati. Anche Cittadinanzattiva si interessa alla giustizia definendola addirittura una “grande opera”. Che differenza c’è tra questo interesse e quello che appare sulle prime pagine dei giornali?

Dai dati pubblicati nel II Rapporto sulla giustizia dal punto di vista dei cittadini abbiamo tratto tutti gli elementi utili ad individuare i veri problemi che affliggono la giustizia italiana. Elementi che possono così riassumesi.

In ambito civile una media di 9,7 anni di pendenza di un procedimento al Sud, rispetto ai 7,1 anni del nord, uno scarto quindi di ben 2,6 anni. Sempre se si guardano i dati ufficiali 2008 relativi alla giacenza media dei procedimenti civili presso i Tribunali ordinari, quindi di I grado, tutti i distretti del sud (da Potenza 830 giorni, a Bari 791 giorni, a Messina 790 giorni, a Salerno 668 giorni) hanno una media di giacenza superiore alla media nazionale (457 giorni). Il Nord invece registra tutti i suoi distretti al di sotto della media nazionale con le eccellenze di Trento (190 giorni) e Torino (255 giorni). Confrontando i dati 2006 e 2008 però alcune timide “eccellenze”  si registrano anche al Sud. In ambito penale il divario territoriale è confermato: nelle aree geografiche del Sud i procedimenti durano in media 6,9 anni a differenza del Nord in cui i procedimenti durano in media 3,7 anni. Una differenza quindi di tre anni.

Mentre chi governa il nostro paese si occupa d’altro, dunque, l’Italia continua ad essere condannata dalla Corte Europea di Strasburgo e dovrà risarcire i cittadini per i ritardi con cui amministra ed eroga la giustizia (7,3% del totale delle cause trattate dalla Corte nel 2010 con un +1,3% rispetto al 2009). In termini economici le sanzioni conseguenti alle condanne della Corte ammontano a circa 4milioni e 300mila euro (dati Council of Europe Committee of Ministers, Rapporto 2009). L’incremento dell’1,3% registrato nel 2010, lascia prevedere di conseguenza un aumento anche del risarcimento che lo Stato Italiano dovrà corrispondere ai cittadini.

I veri problemi della giustizia italiana li evidenzia anche il primo Presidente della Corte di Cassazione in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 per il quale risultano essere d’ordine strutturale e connessi principalmente all’anacronistica distribuzione geografica degli uffici giudiziari; alla carenza di strutture e risorse, che impedisce in molti uffici l’attività d’udienza pomeridiana; alle difficoltà e alla lentezza che patisce il processo d’informatizzazione; alla scopertura di organici; alla progressiva diminuzione di personale amministrativo e tecnico.

Se guardiamo al Sud, leggendo la relazione del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone, ci rendiamo conto della condizione in cui di fatto operano i magistrati in Calabria; una regione che ha un indice di densità criminale intorno al 27% della popolazione ed un  “fatturato”, per varie attività illecite, di oltre 47 miliardi di euro (fonte Eurispes per anno 2007). Appare del tutto evidente che in Calabria non si può combattere la ‘ndrangheta senza adeguati strumenti, tecnologie e personale numericamente adeguato. Invece, l’Ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria “soffre in misura notevole della mancata copertura dei posti in organico di Sostituto Procuratore nonché della insufficienza dell’organico di alcune categorie di personale amministrativo (in particolare, quello dei cancellieri, previsti in 28 unità a fronte di 30 magistrati)”.

In definitiva, alla giustizia Italiana non servono riforme procedurali ma servono con urgenza riforme strutturali con le quali ammodernare il sistema giudiziario tagliando gli sprechi ed utilizzando al meglio le risorse esistenti.

Il Rapporto sulla giustizia presentato poche settimane fa sottolineava che la macchina giudiziaria non è in grado di rispondere all’elementare bisogno di efficienza e qualità che viene dai cittadini e dalle imprese e che rappresenta una palla al piede per lo sviluppo del Paese. Cosa pensa Cittadinanzattiva delle cause di questa situazione ?

L’apertura dell’anno giudiziario ci ha consentito di acquisire e confrontare i dati ufficiali sul reale stato della Giustizia Italiana con quelli presentati nel II Rapporto PiT giustizia. Appare evidente una forte convergenza sulle reali cause della cosiddetta “mala giustizia” che colpisce gli ignari cittadini: carenza ormai cronica di informazioni, inaccessibilità al servizio, carenze organizzative, disomogeneità di funzionamento al nord come al sud, carenze di organico e di strumenti, prescrizione dei reati, tempi lunghi, costi elevati ed altro ancora. In cosa tutto ciò si traduce per i cittadini e per le famiglie è facile dirlo: sofferenza, disagi e sacrifici economici; per le imprese e l’economia del paese in un costo economico che, in un momento di crisi generale, porta spesso al fallimento; per il paese in un blocco dello sviluppo economico e delle possibilità di occupazione in quanto dissuade gli investitori stranieri.

In questa situazione, i  cittadini si aspetterebbero dal Governo un provvedimento straordinario sulla giustizia in virtù del quale intanto dimostrare di voler trattare la Giustizia Italiana alla stregua di una Grande Opera al fine di restituirla finalmente al Paese come un effettivo servizio pubblico, universale ed indispensabile per il suo sviluppo economico e sociale. Invece le Istituzioni ed il Governo si occupano d’altro: di processo breve, di legittimo impedimento, di intercettazioni telefoniche da bloccare, di separazioni delle carriere, di giudici naturali arrivando persino ad uno scontro tra istituzioni dello Stato dimenticando che la giustizia italiana deve funzionare non solo per i pochi ricchi e potenti ma per la maggioranza dei cittadini italiani vittime malcapitate ed inermi di un sistema in crisi.

Mimma Modica Alberti Coordinatore nazionale Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva