Intervista sulla cittadinanza attiva a Giuseppe Cotturri

“Ogni fìcatu ‘i mùsca è sustanza”. Il detto popolare, in uso fra Calabria e Sicilia, potrebbe indicare in modo appropriato quanto siano rilevanti, nella crisi, le iniziative che singoli cittadini, associazioni del terzo settore e volontariato compiono per i beni comuni. Ne parliamo con Giuseppe Cotturri, professore ordinario all’Università “Aldo Moro” di Bari, ove insegna Sociologia del diritto e Sociologia

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Il naufragio Concordia e l’Italia da portare sul ponte di comando (di Claudio Lombardi)

Come qualcosa che non possiamo allontanare il tragico naufragio della Costa Concordia ci risuona nelle orecchie e occupa i nostri pensieri con la grandezza del dramma che si è consumato a pochi metri dalla terraferma su una nave che doveva essere il massimo della tecnologia, della sicurezza, del lusso “tutto compreso” alla portata delle tasche di chi il vero lusso

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Atene e Roma, democrazie al tramonto (di Salvatore Aprea)

Il “paradigma” nel linguaggio comune è un modello di riferimento, un termine di paragone. La parola deriva dal greco antico paràdeigma, che significa esempio. Proprio la Grecia, con la sua storia recente, sta offrendo un eccellente paradigma sul modo di distruggere progressivamente una democrazia o far sì che non nasca mai, descritto con cura dallo scrittore greco Petros Markaris. Perché

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Fatta l’Italia facciamo gli italiani (di Antonello Marasco)

Quale’ il più grande problema dell’Italia? Ho riflettuto a lungo e poi, purtroppo, mi sono dato questa risposta: gli italiani! 150 anni di unità nazionale non hanno prodotto nel popolo italiano un senso di appartenenza nazionale, un attaccamento al bene comune. In parte siamo ancora legati a un sentire di tipo medievale dove le corporazioni, intese come gruppi di interesse

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Anche in Umbria arrivano gli scandali nella sanità? Il ruolo dei cittadini (di Annarita Cosso)

Ebbene sì, avremmo preferito non doverne mai scrivere, ma i fatti degli ultimi giorni ci dicono che anche in Umbria è scoppiato un caso di “sanitopoli”, definizione mutuata dalla ben più celebre “tangentopoli” che sta ad indicare la diffusione, a cavallo fra politica e amministrazioni pubbliche, di un malcostume fatto di piaceri, di gestione piegata ad esigenze personali, di affari

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