Scandali. Parte la macchina della distrazione di massa

Scoppia l’ennesimo scandalo di traffici illeciti intorno ad appalti che riconducono sempre, in un modo e nell’altro, ai soldi pubblici e subito si tenta di dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla “giustizia ad orologeria”, sul “ruolo politico dei giudici”, su ipotetici complotti e, infine, sulla scarsa rilevanza dei reati contestati. Stesso copione se un ex ministro dell’interno, Scajola, viene sorpreso a

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Roma: i guai della politica debole (di Claudio Lombardi)

Con l’ATAC, se fosse confermato il traffico di biglietti falsi, si toccherebbe il fondo dell’intreccio politica – apparati pubblici – reati nella capitale d’Italia. Dopo questo fondo ci sarebbe soltanto lo stato-mafia gestito direttamente dalla criminalità organizzata. A Roma ancora non ci si è arrivati, in Sicilia e in alcune zone della Campania ci si è andati molto vicini. Perché

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Scandali, soldi, favori: questi partiti non possono salvarsi (di Teresa Petrangolini)

Mi piange il cuore perchè non sono mai stata nè qualunquista nè anticostituzionale. Sono però ormai convinta che con questi partiti, con questa classe dirigente l’Italia non va da nessuna parte. Non c’entra la democrazia, non c’entrano i principi. Non mi interessa disquisire sul fatto se o meno una democrazia si regge senza i partiti. Il problema è molto più

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