Grillo e l’adesione all’Alde

Davvero Grillo è uscito di testa? No, Si, forse……in verità è rimasto deluso dal suo popolo in RETE !!!!

Il nuovo anno è partito a mille per i pentastellati, poverini non riescono nemmeno a digerire il panettone, che il RE li ha chiamati due volte sotto le feste ad esprimersi in RETE, non hanno un attimo di tregua, il loro Re è scatenato e, tutti stentano a seguirlo. Dopo la giravolta sul nuovo codice etico, con le nuove regole per essere espulsi di cui il RE e solo lui è il SOMMO garante, e il condono sull’avviso di garanzia che non comporta più alcuna reale sanzione se non quella decisa dal RE, ecco la nuova svolta e, il nuovo “coup de theatre” : da euroscettici a supereuropei ! Da Farage a Monti, un passaggio epocale! Anche il nuovo amico Salvini stentava a crederci, anche lui è stato spiazzato dalla giravolta e ha gridato con tutto il fiato al tradimento e ha lanciato una OPA agli elettori grillini (e non solo) “venite nella Lega!, l’unica che vuole abbattere l’Europa e non conviverci!”.

leader-al-comandoIl Re infatti il giorno 4 gennaio aveva trovato l’accordo politico e tecnico per passare nell’ALDE abbandonando il gruppo dell’Ukip e nel fare questo aveva di nuovo invitato il “ suo popolo” al voto, o meglio al plebiscito, lasciando agli iscritti nemmeno 24 ore per decidere sulla svolta, ritenendo questo tempo più che sufficiente per “informarsi” chiaramente in Rete di chi fosse realmente l’ALDE e la sua politica. Poco tempo per decidere e poco tempo per votare: ennesima forzatura di un sistema assurdo di fare politica! Tempo che come ha dichiarato ieri sera in TV un impresentabile Di Battista è più che sufficiente volendo, per decidere: peccato che parliamo di scelte politiche, di scelte ideologiche, di decisioni importanti e non di scegliere se giocare il 34 sulla ruota di Napoli!!! E la Rete ha risposto, il popolo grillino ha deciso per circa l’80% (su circa 40.000) di seguire il RE ed accettare la svolta europeista, insomma quasi l’intero popolo si è schierato con il RE, anche se non sono mancati i mal di pancia, e qualche critica sommessa (in fondo se si critica apertamente il RE vuol dire essere fuori dal movimento!), anche questa volta il popolo ha fatto quello che tutti si aspettavano!

rifiuto-aldeEppure non è bastato: l’ALDE non li ha voluti! L’ALDE ha detto NO all’ingresso dei grillini nel suo gruppo, troppe differenze, troppo difficile accettare quelli che fino a 2 giorni prima gli sputavano in faccia e ora volevano spolverargli le poltrone! Sembra davvero l’ennesimo e il più grave degli autogol del RE, sembra davvero che questo 2017 sia partito malissimo per il movimento, sembra che il RE sia in una fase di crisi tale da lasciare interdetti, diciamolo francamente, il RE Grillo sembra uscito di testa!

E’ davvero così? Davvero il RE e il suo principino hanno perso il bandolo della matassa? Davvero la voglia di non far parlare delle vicende romane della Raggi li ha portati a creare questo caos? Cosa si nasconde dietro questa “non-strategia” , questa improvvisa redenzione grillina?

Il RE non è stupido e sbaglia chi lo pensa! Il Re è soltanto confuso forse ma, ha chiara una questione: a lungo andare la democrazia diretta non regge! Lo sa e ne è consapevole! A lungo andare non può sempre chiedere un plebiscito al suo popolo, e questo movimento dell’ “uno vale uno” è destinato a crollare se non si trovano nuovi rimedi, non potrà reggere a lungo alle accuse pubbliche di aver creato non un movimento democratico ma una Monarchia assoluta, di aver trasformato la RETE in una forma di oscurantismo mentale, per il RE è necessario cambiare o tentare di farlo e quanto meno di impostare un movimento nel quale il RE non lo è per diritto divino ma per condivisione, e la RETE si spogli di questa sua pericolosità!
votazioni-m5sQuale migliore occasione si è forse chiesto il RE di vedersi bocciare dal popolo l’assurda “proposta di entrare nell’ALDE”? Quale migliore occasione di mostrare al Paese che il suo popolo è un popolo che pensa e non di pecoroni? Quale migliore occasione per dimostrare che la democrazia diretta è realmente viva ? Quale migliore occasione per essere messo in minoranza ma essere trionfatore allo stesso modo?

Il Re è stato però deluso dal suo popolo! Gli ha chiesto troppo! Il popolo avrebbe votato Si anche se avesse chiesto una alleanza con Berlusconi o addirittura con Renzi!!! La sua richiesta non era abbastanza assurda! Il Re Grillo in fondo voleva perdere e non vincere, ma il suo popolo non ha capito! Il RE voleva subire una sconfitta da presentare ai media: “vedete! Il mio popolo ha deciso e io mi adeguo, questa è democrazia! “Peccato che il suo popolo non l’ha capito, peccato che il suo popolo non ha pensieri propri ed autonomi!

Il suo popolo abituato ad ubbidire ha risposto compatto e lo ha seguito anche negli inferi: ormai il suo popolo è un corpo unico di cui il RE può disporre a piacimento! Un popolo che non pensa e che si è affidato a lui completamente: questa è la vera risposta della nuova consultazione on line e della semi-farsa europea!

Il RE deluso oggi può solo consolarsi nel vedere il suo popolo ligio steso sotto ai suoi piedi, pronto a difenderlo e seguirlo ovunque anche se domani decidesse di annunciare al mondo intero di essere il “nuovo Messia” e proclamarsi…….PAPA!

Alessandro Latini

Il senso del voto al M5S

Cari signori del M5S. Le cose non stanno proprio come le raccontate. Probabilmente è arrivato il momento che decidiate finalmente se essere carne o pesce nel panorama politico italiano. Al momento si fanno tante ipotesi sulla presenza di vita su Marte , ma altrettante se ne possono fare sul fatto che esista una forma di visione politica nazionale nel M5S, e soprattutto che possa esistere attività politica al suo interno indipendentemente da Grillo.

Si può dire tante cose di Renzi, salvo che non cerchi di fare qualcosa “sul serio” (nelle sue intenzioni). Si può essere d’accordo (io non lo sono..) con quello che fa, con il fatto che abbia incontrato Berlusconi e ancora di più che sia Forza Italia, ancora oggi, la sua stampella politica. Ma che M5S sia ancora alla ricerca di una identità politica, è un fatto che anche gli italiani hanno evidenziato sia nelle ultime elezioni europee come nelle amministrative.

Cercate quindi di trovare una ragione di esistenza nazionale. Ma, soprattutto, non dimenticate che vi hanno votato non solo quelli dei Meet Up, ma milioni di cittadini che con la vostra rete non vogliono avere nulla a che fare. Se non volete quindi che prossimamente i vostri voti si restringano ai soli attivisti grillini, cominciate a fare politica. Non siete stati eletti in nome e per conto dei meet up, ma in nome e per conto di qualche milione di italiani. Avere dimenticato questo, vi ha condotto dove siete ora….

Se invece avete solo “preso in prestito” i voti di tantissimi italiani per fare quello che poi impone una base di qualche migliaio di personaggi, preparatevi ad un arretramento ancora più consistente.

(da un post su facebook di Claudio Mazzoccoli)

Elezioni, Presidente, governo: interpretazioni e realtà (di Claudio Lombardi)

Elezioni, governo, Capo dello Stato. È importante non smarrire la distinzione tra interpretazioni e fatti sennò ognuno scrive il suo romanzo e pensa che sia reale.sogno

Dunque i fatti. La scelta del Pd prima delle elezioni è stata chiara: alleanza con Sel e mai al governo con Berlusconi. Il massimo di “apertura” a destra è stato il dibattito sulla possibilità di un accordo col centro di Monti. Chissà perché la maggior parte dei commenti sorvolano su questo “piccolo” particolare: l’alleanza che è stata proposta agli elettori che prefigurava il futuro governo.

Dopo il voto ci sono stati TRE fatti nuovi: l’alleanza Pd-Sel non ha avuto la maggioranza per fare il governo; il Movimento 5 Stelle ha avuto tantissimi voti rispetto alle previsioni; il Pdl ha preso molti più voti (pur perdendone 6 milioni) di quelli che ci si aspettava.

Bersani ha puntato sull’alleanza col M5S, ma volendo essere lui a guidare il governo. Comprensibilmente il M5S ha detto no, ma non ha avanzato alcuna altra proposta alternativa credibile né lo ha fatto Bersani. Come tutti sanno per due mesi il Pd è rimasto incagliato sulla proposta di un governo Bersani con l’appoggio diretto, indiretto o condizionato del M5S. E il Movimento 5 Stelle ha replicato con tre opzioni: il governo Pd-Pdl che Grillo ha invocato da subito come la soluzione più naturale; un governo guidato dal 5 Stelle; la prosecuzione del governo Monti con il Parlamento a lavorare alla giornata senza una maggioranza politica, senza un programma di governo da attuare, senza distinzione fra maggioranza e opposizione. Purtroppo la più fondata fra le tre opzioni era la prima, il governo Pd-Pdl, perché le altre erano “voli di fantasia” senza alcuna credibilità, assolutamente inconsistenti e provocatorie. Il Pdl è stato il più apparentemente coerente e responsabile perché ha sempre detto che l’unico governo possibile era quello delle larghe intese.direzioni diverse

Aggiungiamo al quadro la presenza di una forte componente del Pd ostile all’alleanza a sinistra, diffidente verso qualunque apertura a Grillo e favorevole o solo “sensibile” ad un accordo col centrodestra. I risultati elettorali, due mesi di stallo sulla proposta Bersani e il comportamento del M5S hanno rafforzato questa componente che si è allargata perché le diffidenze verso il 5 Stelle si sono ampliate e perché Bersani non è stato all’altezza della situazione cioè non ha saputo gestirla.

Mettiamoci anche che il Pd è un partito mai nato veramente cioè centrato su un’alleanza fra gruppi dirigenti scollegato da una base e da un’opinione pubblica che sono state usate per campagne elettorali, per primarie utili a sancire decisioni già prese (salvo quelle con Renzi) o per eventi di partito come feste e manifestazioni. Le scelte sono rimaste saldamente nelle mani di un’oligarchia di dirigenti e di eletti nelle assemblee rappresentative. E non sono mai state scelte decise e nette perché risentivano di complessi equilibri di potere e di carriera.

partita persa 1In questa situazione si è arrivati all’elezione del Presidente della Repubblica. A quel punto Bersani aveva già perso la sua partita e la situazione era compromessa perché il Pd non ha avuto il coraggio di avanzare, molto tempo prima, l’unica proposta che avesse un senso e da presentare come non negoziabile, quella di Prodi. Se l’avesse fatto, probabilmente, Prodi sarebbe stato eletto anche se dopo molti scrutini. Che il Pd non abbia preso questa strada significa esattamente che quel partito non era (e non è) in grado di scegliere una linea politica chiara senza mediare tra interessi diversi che non arrivano a sintesi.

Si è arrivati, quindi, alla proposta Marini che segnava la vittoria dell’ala del Pd disponibile alle larghe intese. La successiva proposta Prodi partiva già sconfitta per i tempi e per il modo. Un partito che si sarebbe dovuto schierare compatto e intransigente a sostegno di Prodi non esisteva e i 101 “traditori” non hanno fatto altro che evidenziare la situazione reale del Pd.

La proposta Rodotà avanzata dal M5S doveva essere votata dal Pd, perché a quel punto era l’unica possibilità per recuperare in extremis una situazione compromessa. Ma tutti sanno che se i franchi tiratori sono stati 101 per Prodi, per Rodotà sarebbero stati 200 e più e non sarebbe stato eletto. D’altra parte la buona volontà e la sincerità del M5S è stata dimostrata dalla rapidità con la quale Grillo ha tolto ogni sostegno a Prodi non appena il Pd ha deciso di votarlo. Prodi era nella lista votata nelle “Quirinarie” e i capigruppo del 5Stelle avevano detto che era votabile. Grillo li ha smentiti con durezza decidendo, LUI non l’assemblea degli eletti 5 Stelle, che mai Prodi avrebbe ricevuto il loro voto. Era quindi chiaro che la candidatura Rodotà serviva solo per mettere in difficoltà il Pd.Pd disperso

Se il Pd fosse stato un partito coeso poteva andare avanti con le votazioni bloccandosi sul suo candidato principale, Prodi. Ma il Pd dopo le dimissioni di Bersani era allo sbando e l’elezione di Napolitano e il successivo incarico a Letta sono stati le logiche conseguenze di una catastrofe politica annunciata. Una catastrofe che avrebbe travolto l’Italia se non si fosse messa una “pezza” in quel modo. Una “pezza” non la soluzione della crisi italiana.

Cosa serve ora ai cittadini? vederci chiaro, conoscere il più possibile la verità, noon farsi abbindolare dalle interpretazioni di tanti politicanti alla caccia dei voti o impegnati a nascondere le loro vere intenzioni e i loro errori. I cittadini hanno bisogno di verità per valutare e scegliere. E partire dall’analisi dei fatti è sempre un buon punto di partenza.

Claudio Lombardi