Riflessioni sugli scontri di Roma: trovare nuove forme di partecipazione democratica (di Rosapaola Metastasio)

La manifestazione del 15… Ci sarebbero molti aspetti su cui riflettere, e parecchi di questi non sono isolabili da considerazioni di contesto più generali, che esulano dal racconto della giornata in sé. Difficile, quindi, selezionare cosa condividere. Ma in questo piccolo spazio, che sono grata di avere, so per certo di cosa non intendo parlare: scelgo deliberatamente di non concentrarmi

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Riflessioni sugli scontri di Roma: riprendiamo il mondo per i capelli (di Angela Masi)

Stamattina mi sono alzata, prima del solito. Dovevo prepararmi per la manifestazione. Ancora non mi era chiara la connotazione degli indignati ma in piazza ci volevo andare perché avevo capito dal web che ci sarebbe stata un po’ di gente, che avrei potuto capire se il cambiamento indispensabile è possibile. Avevo bisogno di capire se c’era solo contestazione o c’erano

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Cui prodest ? La violenza contro gli indignati a Roma (di Aldo Cerulli)

Senza fare confusione con quelle moltitudini di studenti e lavoratori che sfilano tranquillamente nei cortei e che magari inscenano chiassose ma giuste proteste, esistono purtroppo sparuti gruppetti dalle menti acerbe o obnubilate che pensano che lo sfasciare vetrine e l’incendiare automobili siano gesti da rivoluzionari e liberatori. Mi piace pensare invece che non è così, addosserei la maggior parte della

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La crisi politica, i teppisti e i problemi degli italiani (di Claudio Lombardi)

“Presidente  Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi

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