La riforma strisciante del welfare (di Anna Lisa Mandorino)

Fra qualche giorno Cittadinanzattiva, attraverso l’analisi delle segnalazioni che giungono al Pit, il suo servizio di assistenza e informazione per i cittadini, pubblicherà il consueto rapporto annuale sullo stato della sanità in Italia, dandogli il titolo, emblematico e parlante, di “Meno sanità per tutti”. Tutta l’azione politica degli ultimi anni, caratterizzata dalla riduzione della spesa, ma basata sul “non-criterio” di

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La trasparenza è la base per la tutela dei beni comuni (di Vittorio Ferla)

Si può fare un discorso pubblico serio sulla promozione dei beni comuni nel nostro paese senza affrontare il tema della trasparenza nella vita pubblica? E, contemporaneamente, si può affermare la sussidiarietà senza una riforma che apra le amministrazioni pubbliche al contributo dei cittadini? La risposta è scontata: certamente no. Il peso della corruzione nel degrado dei beni comuni Purtroppo, come

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Spending review ? sì grazie, ma seria (di Claudio Lombardi)

Con un debito pubblico che si avvicina ai 2000 miliardi di euro una vera revisione della spesa pubblica è inevitabile. Per due motivi: 1. Perché non avrebbe senso non chiedersi se il livello attuale della spesa pubblica corrisponde a risultati concreti, visibili e percepibili dai cittadini in livello e qualità dei servizi nonchè misurabili in termini di efficienza del sistema-paese;

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Come risparmiare 200 milioni con un solo farmaco (di Nerina Dirindin e Nicola Magrini)

Nella cura di una malattia dell’occhio relativamente diffusa nei grandi anziani, il trattamento con un farmaco innovativo costa 70 volte meno di quello con il farmaco di riferimento. Il medicinale meno costoso, però, non può essere prescritto a carico del Ssn perché la casa farmaceutica che lo produce non ha mai chiesto l’autorizzazione per quella patologia. Ora una sentenza del

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I guasti del “più mercato meno Stato” (di Laura Pennacchi)

Il trentennio neoliberista, che ha incubato la crisi economico-finanziaria globale esplosa nell’autunno del 2007 e ancora oggi – dopo cinque anni – drammaticamente in corso, ha sintetizzato la sua esaltazione del mercato e la sua avversione allo Stato e alle istituzioni nel motto “meno regole, meno tasse, meno Stato”, fatto proprio dalle destre. Nella sostanza una potente ideologia ultraortodossa ha

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