E-democracy: una strategia, non un gadget (di Angela Masi)

La partecipazione dei cittadini alla vita pubblica non è fatta solo di norme né di semplice espressione di opinioni, critiche o proteste. La partecipazione non è un termometro sociale da tenere in considerazione con l’occhio rivolto alle competizioni elettorali, ma deve essere il fondamento di un sistema. I cittadini organizzati conoscono i problemi che istituzioni e apparati pubblici devono affrontare,

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La riforma strisciante della sanità e il silenzio del Ministero della salute (di Tonino Aceti)

Da cittadini, azionisti e utenti del nostro Servizio Sanitario Nazionale,  siamo molto preoccupati per l’assordante silenzio del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia, all’indomani della presentazione del XVI Rapporto PiT Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva dal titolo “Meno sanità per tutti, la riforma strisciante”, presentato il 16 luglio a Roma. Da cittadini, come dobbiamo interpretare questo

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Le vie della partecipazione: analisi e valutazione civica (di Angela Masi)

La partecipazione dei cittadini alla politica non è un concetto astratto, ma è fatta di azioni, strumenti, ambienti, sedi e i temi di cui si occupa sono quelli concreti che fanno parte delle scelte che le politiche pubbliche devono assumere. Ospedali e trasporti, pulizia delle città e trattamento dei rifiuti, assistenza territoriale e medicinali, istruzione e illuminazione pubblica ecc ecc.

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La trasparenza è la base per la tutela dei beni comuni (di Vittorio Ferla)

Si può fare un discorso pubblico serio sulla promozione dei beni comuni nel nostro paese senza affrontare il tema della trasparenza nella vita pubblica? E, contemporaneamente, si può affermare la sussidiarietà senza una riforma che apra le amministrazioni pubbliche al contributo dei cittadini? La risposta è scontata: certamente no. Il peso della corruzione nel degrado dei beni comuni Purtroppo, come

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Tre rivoluzioni per il Lazio: intervista a Teresa Petrangolini

Civicolab nasce nel mondo di Cittadinanzattiva organizzazione di cittadini che ha sempre tenuto un atteggiamento molto critico verso i partiti scegliendo di non partecipare direttamente alle campagne elettorali. Oggi Teresa Petrangolini, uno dei fondatori di Cittadinanzattiva e del tribunale dei diritti del malato di cui è stata segretaria fino a giugno del 2012, ha fatto una scelta diversa accettando di

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Sostituire la partitocrazia? Intervista a Roberto Crea

Roberto Crea è segretario di Cittadinanzattiva Lazio. La politica è la questione centrale perché si tratta della funzione sociale con la quale la collettività decide su sé stessa, si autogoverna. Il vecchio modello partitocratico ha fatto danni enormi e deve scomparire per sempre. Con cosa lo sostituiamo? Voi cosa potete fare? La discussione sulla partitocrazia va avanti, senza grandi risultati

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Voglia di partecipazione (sì, ma concretamente?) (di Claudio Lombardi)

Voglia di partecipazione. Questa è l’interpretazione più diffusa per descrivere ciò che sta accadendo fra gli italiani. Le primarie per eleggere il leader della coalizione di centro sinistra muovono milioni di persone. Le manifestazioni degli studenti e degli operai fanno scendere nelle strade decine di miglia di persone che chiedono partecipazione. Nuovi movimenti, associazioni, raggruppamenti si formano in continuazione. Partono

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Chiedere conto, dare conto: ecco la riforma della politica (di Claudio Lombardi)

Agli scandali siamo ormai abituati. Non ci sorprendiamo più che un assessore prenda la mazzetta o che lo faccia un geometra dell’ufficio tecnico o che un direttore generale favorisca una ditta amica o che un presidente di regione sia clamorosamente corrotto facendo guadagnare un suo amico faccendiere a spese dei soldi pubblici. Non ci stupiamo di scoprire che il finanziamento

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Denaro e informazione, due snodi cruciali della democrazia (di Claudio Lombardi)

I problemi della democrazia sono tanti, ma i maggiori sono quelli dell’informazione e del denaro. Prendiamo la campagna elettorale negli USA. Un articolo di Alexander Stille pubblicato di recente su Repubblica ci ricorda che “dal 2008 l’industria finanziaria, che ha scatenato la crisi, ha speso 343 milioni di dollari per i lobbysti e 211 milioni nelle campagne elettorali per assicurarsi

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