Il diritto-dovere di “chiedere conto”. Cittadini competenti per istituzioni responsabili (di Angelo Tanese)

Le recenti notizie sull’utilizzo improprio del finanziamento pubblico dei partiti ci ricordano che in una democrazia tutte le istituzioni – e quindi anche gli stessi partiti politici – sono chiamate a “rendere conto” del proprio operato, indipendentemente dalla loro natura giuridica, per la funzione sociale che svolgono, o che sono chiamate a svolgere. Se poi ricevono anche contributi  derivanti dalla

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Costruire cittadinanza per una politica nuova (di Fabio Pascapè)

La delicatezza della situazione delle nostre comunità è sotto gli occhi di tutti. Basta guardarsi nelle tasche. Basta guardarsi intorno. Basta considerare la qualità dei servizi che riceviamo a fronte della quantità di tributi e tasse che versiamo. Spesso e volentieri neanche i livelli minimi di garanzia e tutela dei diritti sono assicurati. Una cosa è certa però: mai come

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Welfare, uguaglianza, crescita: ecco la Svezia senza crisi

Da un articolo di Gabriele Catania tratto da www.linkiesta.it Un lungo articolo che si può leggere in versione integrale su www.linkiesta.it ci mostra una faccia diversa dell’Europa in crisi, quella della Svezia. “Nel 2010 è stata l’economia che è cresciuta di più in tutta Europa. Il welfare è un modello, i servizi efficienti, l’università gratuita. Le tasse sono alte, ma

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I guasti del “più mercato meno Stato” (di Laura Pennacchi)

Il trentennio neoliberista, che ha incubato la crisi economico-finanziaria globale esplosa nell’autunno del 2007 e ancora oggi – dopo cinque anni – drammaticamente in corso, ha sintetizzato la sua esaltazione del mercato e la sua avversione allo Stato e alle istituzioni nel motto “meno regole, meno tasse, meno Stato”, fatto proprio dalle destre. Nella sostanza una potente ideologia ultraortodossa ha

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Disuguaglianze, spesa sociale e crescita (di Massimo D’Antoni)

L’ultimo quarto del XX secolo è stato segnato da una crescita marcata della diseguaglianza del reddito e della ricchezza, che ha investito, seppure in misura diversa, tutti i paesi; un’inversione di tendenza rispetto ai quattro decenni precedenti in cui, con l’affermazione ed espansione dei sistemi di protezione sociale e di welfare e l’ampio ricorso a sistemi fiscali progressivi, la diseguaglianza

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Al capolinea il modello Italia: è ora di cambiare (di Claudio Lombardi)

Sempre più l’esistenza del governo Monti e la manovra che ha presentato si rivela come il punto di arrivo di una lunga evoluzione della storia nazionale. Ieri su Repubblica Gustavo Zagrebelsky si domandava: “quando tutto questo sarà finito, che cosa sarà della politica e delle sue istituzioni? Diremo che è stata una parentesi oppure una rivelazione?” Non si tratta della

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Lo Stato siamo noi

Pubblichiamo l’appello dei lavoratori precari a difesa dei servizi pubblici. Meno pubblico e più privato è uno slogan che si è fatto politica da ormai molti anni. Bisogna riscoprire il valore del servizio pubblico come strumento della coesione sociale e di una più elevata qualità della vita. C’è chi dice che alla crisi economica si risponde con meno “pubblico”. E’

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Chi paga la manovra: meno soldi e meno diritti per chi non può decidere (di Claudio Lombardi)

Ormai sulla manovra del Governo è in pieno svolgimento il dibattito pubblico ed è già iniziato l’esame del Parlamento. Sul perché si è arrivati alla manovra si è espresso su civicolab con chiarezza Gabriele Silvestri. Ciò che si può aggiungere è che l’Italia, come tutti i paesi con un alto debito pubblico, è stata sempre a rischio di manovre speculative.

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