Tra reale e virtuale: la rete e i social network nell’attivismo odierno (di Antonello Impagliazzo)

Negli ultimi tempi si sta diffondendo un luogo comune, un atteggiamento di taluni attivisti di questa o quella associazione o partito, che hanno cominciato a denigrare chi si attiva sulla rete e sui social network accusandoli fondamentalmente di essere inutili.

Secondo questa “scuola di pensiero” le azioni utili sarebbero solo quelle condotte nelle manifestazioni, nelle piazze, nei convegni, insomma in quelle situazioni che essi identificano come “vita reale”. Ebbene io sono di opinione alquanto diversa. Pur riconoscendo l’ utilità, in molti casi delle riunioni “fisiche” nelle quali manifestare il proprio pensiero e le proprie convinzioni, non credo affatto che la diffusione delle idee sulla grande rete sia
di minore efficacia o dignità.

Al contrario, agendo come la proverbiale “gutta cavam lapidem”, con la presenza quotidiana e costante sugli schermi degli utenti, l’attività virtuale può spesso ottenere risultati inimmaginabili, rispetto alle riunioni ed ai convegni, terminati i quali ognuno rientra nella sua quotidiana routine.

Non solo… la rete consente di amplificare, conservare e mettere a  disposizione del largo pubblico proprio delle registrazioni video, audio, testuali o fotografiche di queste stesse iniziative, amplificandone la persistenza nella memoria, la diffusione presso quelli che non potevano fisicamente essere presenti e, non ultimo, favorendo la partecipazione stessa, attraverso la comunicazione di luoghi e date degli eventi di cui, diversamente, solo in pochi verrebbero a conoscenza.

Altro punto da tenere in considerazione è la possibilità, offerta dalla rete, di una reale e fattiva partecipazione, spesso pressoché assente nelle sopracitate  occasioni di incontro e discussione. Infatti, quanti di voi, partecipando ad un convegno, hanno avuto occasione di fare domande, ottenere risposte, integrare temi e soluzioni in maniera efficace?

Molto spesso, a causa del tipo di organizzazione, dei tempi tecnici e/o della volontà degli interlocutori, queste possibilità vengono negate o ridotte a rapide ma insoddisfacenti digressioni dal tema principale.

Viceversa, come insegnano le nuove piattaforme quali, ad esempio, Liquidfeedback, o anche più tradizionalmente, i forum tematici, un diverso livello di partecipazione è possibile, portando a risultati inaspettati anche nel campo della democraticità del dibattito.

Difatti il mezzo virtuale abbatte le barriere, divelle il classico “tavolo” che normalmente nelle occasioni di discussione, divide gli “esperti” del settore, dotati del cartellino con nome e qualifica, dal “semplice pubblico” accalcato sulle seggiole  e che deve alzare la mano ed attendere per un pur breve intervento.

Ciò potrebbe apparire una differenza solo formale ma, come in altri ambiti, spesso la  forma coincide con la sostanza. O meglio… una forma differente, più vicina alle esigenze della modernità, facilita un dialogo che travalica le barriere rappresentate dalle qualifiche e dai titoli professionali o di studio, per mettere finalmente l’ accento prioritario sulle idee e sulla loro corretta  rappresentazione.

Il porre sullo stesso piano le idee, in maniera meno influenzata dalle convenzioni che tendono a rappresentare una sostanziale differenza tra “opinioni autorevoli” ed opinioni comuni, rappresenta esattamente il salto quantico di cui la nostra attuale, iperveloce società ha bisogno, capace di scovare ed utilizzare al meglio  ogni risorsa, sia fisica che mentale, nell’ ottica del conseguimento della massima efficienza possibile  per l’ intero sistema.

In questo modo, ogni singolo contributo, qualunque sia la provenienza, può essere vagliato per quello che è, senza l’ influenza del pregiudizio e dei preconcetti che potrebbero limitarne la considerazione da parte dei soggetti che vengano coinvolti nella discussione in oggetto.

Lungi dal voler stabilire un “primato” di questo o quel metodo d’ azione credo che entrambi si integrino in maniera eccellente, permettendo il raggiungimento di risultati che nessuno dei due metodi presi da soli potrebbe mai conseguire.

Coloro che sono convinti che agire virtualmente abbia diversa dignità o efficacia a mio parere dovrebbero riflettere sul fatto che la rete ha, quanto meno, accelerato il cambiamento dei paradigmi mentali di molti e sta agevolando il mutamento globale con una velocità ed un efficacia mai precedentemente sperimentate.

Antonello Impagliazzo

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