Una soluzione semplice allo scandalo dei vitalizi regionali (di Laura Liberto)

vitalizi consiglieri regionaliDi fronte allo smantellamento del welfare ed ai continui tagli ai servizi pubblici, i milioni di euro destinati ogni anno dalle regioni per sostenere i vitalizi dei consiglieri regionali sono uno schiaffo per tutti i cittadini.

Forse si è già dimenticato, ma va ricordato che già nel 2011 (D.L. n. 138/2011  art. 14) si  prevedeva il passaggio al sistema previdenziale contributivo per i consiglieri regionali. Le regioni si adeguarono, ma solo per consiglieri “futuri” mantenendo intatti i trattamenti dei consiglieri in carica o di quelli che già percepivano i vitalizi.

Il Governo Monti dovette scrivere un’altra norma (D. L. n. 174/2012) che addirittura tagliava i trasferimenti erariali alle regioni (fatti salvi i fondi per sanità, politiche sociali, non autosufficienza e trasporti pubblici) che non avessero rispettato l’adeguamento dei vitalizi dei consiglieri come previsto dalla norma del DL 138/2011.

Di fatto nessuna regione, da allora, si è adeguata alla lettera e allo spirito della norma che, evidentemente, intendeva intervenire su tutti i vitalizi e non solo su quelli futuri.

Resta, dunque, un privilegio istituzionalizzato, su cui da tempo nel dibattito pubblico si grida allo scandalo, si producono grandi inchieste giornalistiche, si pubblicano libri, si promuovono raccolte di firme nelle piazze e petizioni on-line, ma non si riesce a cambiare granchè.

ricorso cittadinanzattiva Corte dei ContiPer sbloccare la situazione Cittadinanzattiva ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, sollecitando anche il ricorso  alla Corte Costituzionale, alla Corte di Giustizia Europea e alla Commissione Europea, mentre sono allo studio ulteriori azioni legali e, soprattutto, sarà promossa una proposta di legge nazionale che consenta il definitivo ed effettivo abbattimento di un privilegio che è ormai diventato intollerabile, indifendibile e clamorosamente stridente con la crisi in atto.

Eppure ancora si tenta di aggirare il problema con correzioni minime pur di considerare chiusa la questione. Esemplare, sotto questo profilo, la legge approvata la scorsa settimana dalla Regione Lazio che al di là della riuscita operazione mediatica, introduce ritocchi simbolici e temporanei sugli importi dei vitalizi e, tra le altre cose, mantiene in piedi la possibilità di cumulo con altri assegni vitalizi e indennità varie. Il commento più diffuso su questo provvedimento è che si poteva fare molto di più, ma almeno un passo avanti sarebbe stato fatto, eliminando l’anomalia di una regione dove la spesa per i vitalizi è arrivata a coprire un terzo del bilancio del consiglio regionale.

giustizia e equitàSi chiede ai cittadini di essere sempre molto comprensivi quando si tratta di intervenire sui privilegi della politica, mentre i loro diritti, a cominciare dalle pensioni, sono sempre più a disposizione per tagli e peggioramenti. È bene ricordare che qui si tratta di privilegi impensabili per i comuni lavoratori: età minima a 50 anni, pensione anche dopo solo pochi anni di permanenza in carica, cumulo con ogni altro emolumento e indennità anche se corrisposti dallo Stato, base di calcolo che include extra di tutti i tipi. Il tutto nell’assenza di qualsiasi relazione tra contributi versati e vitalizio percepito. La mancanza di ogni ragionevolezza giuridica e di un minimo di coerenza con l’ordinamento qualifica i vitalizi come privilegi che possono e devono essere revocati e ricondotti a ciò che la legge prevede ovvero regime contributivo per tutti.

La casta dei politici locali ovviamente ha subito mostrato tutto il suo senso dello Stato con la minaccia di sommergere le regioni di ricorsi per tutelare i loro intoccabili portafogli-alias diritti acquisiti. Cittadinanzattiva ritiene che sia possibile, oltre che doveroso, mettere realmente un punto allo scandalo dei vitalizi che continuano a prosciugare  i già dissestati bilanci regionali, obbligando semplicemente le regioni a rispettare ed applicare correttamente le leggi in vigore.

Più semplice di così…

Laura Liberto, coordinatrice di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva

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