Una storia nuova per tutti (di Claudio Lombardi

La tensione è alta in questi giorni e rischia di oscurare le novità positive: in Parlamento entreranno tanti giovani, tante donne e tante persone oneste come, forse, non accadeva da decenni. Questo semplice dato già ci dovrebbe rincuorare anche se siamo così abituati a parlare di schieramenti, di alleanze e di formule di governo che quasi proviamo un senso di smarrimento di fronte ad una realtà nuova e subito corriamo a preoccuparci di come definire gli equilibri fra le forze politiche con i criteri che abbiamo sempre conosciuto.

triangoliPer esempio l’idea, giustissima, che le presidenze delle camere debbano andare ai due partiti che hanno ottenuto più voti, ma che non hanno avuto il premio di maggioranza. Dal punto di vista geometrico è un triangolo perfetto: Governo, Camera e Senato. Purtroppo sembra che oggi la geometria debba cedere il passo ad una realtà diversa. Lasciamo, allora, che la soluzione la trovi il Parlamento quando si riunirà. Lo stesso si può dire del Governo. Sarebbe bello che forze politiche che si sono contrapposte in campagna elettorale come il M5S e il centro sinistra superassero le divisioni e decidessero di formare un governo. Sarebbe bello, ma irreale perché è troppo presto per fidarsi reciprocamente e per cambiare quel tanto che serve per un incontro vero che, comunque, non è affatto obbligatorio.

L’altro incontro di cui si è parlato, quello del centro sinistra col PDL, non può nemmeno essere preso in considerazione per motivi molto più gravi di quelli che riguardano le divisioni fra M5S e PD.

Le notizie di questi giorni che riguardano Berlusconi ci trasmettono una sensazione particolare come quella che si prova al ritorno da un lungo viaggio quando i luoghi che abbiamo lasciato tanto tempo prima ci appaiono gli stessi, ma siamo noi che li guardiamo con occhi diversi.

berlusconi 2Eravamo quasi assuefatti a qualcosa che ci accompagna da venti anni, ma ora, processo dopo processo, vediamo con più chiarezza il profilo di un leader politico che ha profondamente inquinato e stravolto la vita italiana usando tutte le leve del suo enorme potere mediatico ed economico. I disvalori che ha trasmesso con il suo esempio e con le sue televisioni sono diventati parte della vita di tanta gente. Sono molti quelli che si domandano come sia potuto accadere che si sia affermata e sia durata tanto una degenerazione che ha cambiato la convivenza civile e i comportamenti degli italiani.

Berlusconi si dibatte fra processi contro cui nulla possono più le sue urla scomposte contro i magistrati né l’impressionante schieramento di chi lo copre senza alcun senso di ripugnanza morale per i fatti, da tutti visti e conosciuti, che lo assediano con la loro inesorabile evidenza.

Da molto tempo, però, il problema non è più suo, ma è la carta di identità di un gruppo politico che ha fatto della conquista del potere e della spartizione della res publica il suo motivo di essere.

La corruzione come trama culturale e metodo pervasivo di ogni azione pubblica e privata identifica il berlusconismo. La corruzione elevata a valore e usata come principale strumento di azione politica. Nel corso della sua storia l’Italia non ha mai conosciuto nulla di simile.

Ce n’è abbastanza per allontanare il PDL, saldamente schierato a difesa del suo leader, da ogni accordo politico. Finchè i suoi eletti e i suoi dirigenti daranno la loro copertura a Berlusconi non ci potrà essere alcuna convergenza. Spesso nel passato si è dimenticato (e si dimentica anche oggi) che per un uomo politico e di Stato non occorre la condanna definitiva per dare un giudizio sulle sue azioni. In paesi normali basterebbe ad escluderlo dalla vita pubblica uno solo dei processi nei quali è stato ed è accusato di svariati reati comuni.

Una parte degli italiani tollera, conosce e giustifica (se non appoggia esplicitamente) questa pratica corrotta di gestire il potere. È una parte che non vuole vedere quanto la corruzione sia diventata strutturale al dominio del berlusconismo o fa finta che sia un inevitabile danno collaterale della politica. Tra questi, molti hanno tratto vantaggio dalla corruzione, altri sono rimasti affascinati dal successo di chi ci ha fondato la sua carriera, altri ancora hanno creduto all’ideologia di liberazione da ogni vincolo e regola spacciata per liberalismo. Ebbene è ora di dire che questa parte oggi è inutile per indicare una via d’uscita alla crisi. Nessuna lettura “politichese” può cancellare la nocività di una scelta che sostiene il prolungarsi del berlusconismo.

Che altri partiti abbiano condiviso pratiche di corruzione e clientelari e che abbiano approfittato dei beni e dei soldi pubblici è un fatto e non può essere negato. Ma l’errore è stato riconosciuto e non è stato eretto un muro difensivo per nascondere reati e privilegi né l’errore è diventato il connotato identitario di leader e di formazioni politiche. Per questo possono oggi proporsi agli italiani come parte del cambiamento. D’altra parte i loro elettori non accetterebbero nulla di diverso e lo hanno detto anche con il voto.cooperazione

Dobbiamo essere contenti che il Paese normale sia rappresentato dagli onesti che siederanno in Parlamento. Anche non conoscendoli uno ad uno è lecito sperare che il loro unico interesse sia quello dell’Italia. Per questo dobbiamo guardare con fiducia e con mente aperta ai giorni che verranno. Da qui deve iniziare una storia nuova per tutti.

Claudio Lombardi

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