Una verifica di legalità per i dirigenti dello Stato

il blog di claudio lombardiNoi potevamo non saperlo, ma i politici lo sapevano benissimo e hanno taciuto. Ce n’è abbastanza per chiedere che tutti i dirigenti dello Stato siano sottoposti a una verifica di legalità e di affidabilità. Abbiamo scoperto solo in occasione dell’arresto che Ercole Incalza da molti anni al vertice del ministero delle infrastrutture (ex lavori pubblici) aveva collezionato ben 14 procedimenti giudiziari dai quali si era salvato anche grazie al taglio della prescrizione voluto dal governo Berlusconi. Abbiamo saputo che nel 2004 al marito della figlia di Incalza erano stati pagati i 2/3 terzi del prezzo (sembra ben un milione di euro) di  un appartamento di lusso dal costruttore Anemone, lo stesso che aveva pagato la famosa casa del ministro Scaiola. (Ovviamente se un tizio versa un milione di euro a favore della figlia di Incalza è lecito immaginare che abbia ricevuto in cambio favori per un valore di molto superiore).

Sappiamo ora che Incalza – si ricordi altissimo dirigente dello Stato con poteri decisionali nell’affidamento delle opere pubbliche – è stato pagato per consulenze affidategli da una società di proprietà del costruttore Perotti che, a sua volta, da Incalza riceveva la direzione dei lavori di tutte le maggiori opere pubbliche negli ultimi anni. È lecito pensare che Incalza fosse a libro paga di Perotti che si sdebitava per i favori ricevuti che a lui dovevano fruttare molto.

Da questi pochi elementi, come italiani abituati a vedere opere pubbliche che non finiscono mai e che vengono pagate il doppio o il triplo del prezzo di partenza, non possiamo non farci venire il dubbio che ai vertici delle amministrazioni pubbliche ci siano spesso dei corrotti in combutta con affaristi e con politici che li coprono.

A questo punto un governo serio che vuole cambiare verso dovrebbe sottoporre tutti i dirigenti dello Stato a verifica dei requisiti di onorabilità e di affidabilità. Chi ha o ha avuto dei procedimenti penali per reati connessi al suo ruolo non può rimanere al suo posto. Semplice no? Renzi ce l’ha il coraggio di prendere questa decisione? Il tempo delle battute è finito

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