Unioni civili: da oggi la legge c’è

unioni civili

Dopo 30 anni di chiacchiere, l’Italia oggi ha una sua legge sulle unioni civili.

La storia travagliata di questa legge nasce nell’altro secolo. La leggenda narra che nel 1986grazie all'”Interparlamentare donne Comuniste” e ad Arcigay (associazione per i diritti degli omosessuali), si incominciò a discutere per la prima volta in ambito parlamentare di unioni civili. In particolare, furono la senatrice Ersilia Salvato e le deputate Romana Bianchi e Angela Bottari a presentare alle rispettive Camere di appartenenza un disegno di legge sulle unioni civili.

leggi su pacs dicoIn realtà negli archivi non c’è traccia di queste proposte, saranno perse nelle cantine. Altro indizio lo troviamo nel 1988, quando la Deputata Alma Cappiello del Partito Socialista deposita una proposta di legge denominata  “per la famiglia di fatto”. Inutile cercare anche questa, perché evidentemente mai calendarizzata, non c’è traccia.

Negli anni 90, le proposte di legge depositate sono innumerevoli, anche su spinta del Parlamento e Commissione Europea, oltre a vari organismi internazionali per i diritti. Ma il risultato è zero, nessun progetto è mai arrivato in aula.

I PACS

Cambia il secolo e inventiamo questo nuovo termine, una proposta dell’On. Franco Grillini . Nome preso in prestito dalla Francia, “Pacte civil de solidarité “ legge approvata nel 1999 (in Francia naturalmente).

Il Pacs Italico, sono un paio di riconoscimenti all’acqua di rose, alle cosiddette coppie di fatto. Ovvero per non parlare di omosessuali si riconosce uno stato di diritto a chiunque coabiti, da amici a pensionati.  Correva l’anno 2002.

Un fatto curioso: nel  1990 il Parlamento ha approvato una sorta di equiparazione fra matrimonio e coppia di fatto, soprattutto per quanto riguarda la reversibilità delle pensioni. Ma solo per i Parlamentari. Come dire, siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale. Di fatto comunque i Pacs finiscono nel nulla.

chiacchiere inutiliI DICO

Arriviamo al 2007 quando il Governo Prodi inventa una nuova parola e mette in piedi una sorta di progetto che equipara le coppie di fatto su alcuni, pochi fattori. Ancora più acqua di rose dei Pacs, insomma.

Nel frattempo nel 2005, Luis Zapatero aveva approvato una legge che istituiva il matrimonio tra persone dello stesso sesso, con identici diritti del matrimonio tradizionale, ovvero fino al diritto di adottare figli da parte di coppie omosessuali.

I Dico furono archiviati nel 2008 assieme al Governo Prodi, difficile stabilire chi la causa chi la conseguenza.

Altri disegni sono poi stati depositati, molti, diversi, nuovi nomi, ricordiamo il DODORE di Brunetta.

Solo blabla..

Arriviamo all’attuale legislatura perché una serie di provvedimenti vengano discussi in sede di Commissioni.  Ma su tutti, uno si fa avanti.

IL DDL CIRINNÀ

matrimoni omosessualiUn buon testo, sulla falsa riga della legislazione Tedesca, dove generalmente, è considerato dai cittadini matrimonio a tutti gli effetti, anche se ha un nome diverso. Rimane per il momento fuori, il fattore adozioni, su cui si ritiene che il paese non sia ancora pronto. Tuttavia, nonostante in prima battuta l’area trasversale favorevole sia molto ampia, l’iter si allunga a dismisura con un blocco di emendamenti dal fronte cattolico.

Il provvedimento è di natura Parlamentare, il governo non c’entra, ma il Premier incalza il Parlamento ad abbreviare i tempi. E qui un piccolo incidente, per noi più che prevedibile.

I relatori della legge avevano fatto affidamento anche sul voto e appoggio del M5S. Ingenui? Veramente avevano pensato che il movimento per la prima volta nella storia avrebbe assunto una posizione responsabile rispetto all’interesse dei cittadini? Noi non ci abbiamo mai creduto e abbiamo avuto ragione.

voltafaccia unioni civiliDavanti al voltafaccia grillino, il governo, che ripetiamo non aveva voce in capitolo rispetto al disegno di iniziativa parlamentare, mette in atto un’azione forte, emette un maxiemendamento governativo, che riunisce l’intera legge, stralciando solo l’articolo delle stepchild adoption (il diritto di adottare un figlio naturale del partner) e su questo pone la fiducia. Un’azione forte e pericolosa, il governo costringe suoi alleati ad approvare una legge a cui sono sempre stati contrari, ovvero mette a repentaglio la stabilità di governo a fronte di una questione di diritti.

Il 25 Febbraio 2016 la fiducia è approvata, la legge sulle Unioni Civili, è approvata per la prima volta nella storia da un ramo del Parlamento Italiano.

La stessa legge riapproda alla Camera nell’Aprile 2016, conclude il suo iter in Commissione e rientra in aula. Ma il Governo anche questa volta pone la fiducia e oggi questa fiducia è stata votata con 369 voti favorevoli, 193 contrari e 2 astenuti.

Oggi l’Italia è più vicina all’Europa, è più vicina al mondo occidentale.

Finalmente ha una legge per i diritti del mondo Lgbt, sicuramente perfettibile, ma oggi è stata posta una pietra miliare sulla storia del nostro paese. Grazie a tutti i Parlamentari che l’hanno votata, grazie ai relatori che hanno perso il sonno per l’impegno dimostrato, grazie al Governo che ha messo a rischio se’ stesso. Una nota di indifferenza va invece alle forze inutili, non a quei parlamentari che per forte convinzione religiosa non hanno ritenuto opportuno votare (voto che comunque non condividiamo) ma ci riferiamo a quelli che non avevano motivi etici per non votarla, ma hanno dimostrato tutta la loro inutilità, per non dire altro.

Tratto da http://www.percorsi.social

Un commento

  • È un grande segno di civiltà. Onore ha chi ha contribuito a realizzare una legittima a spirazione attesa da molto tempo.

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