Viva le telecamere di sorveglianza!

Per ogni reato (tangenti comprese) la prima cosa che la polizia fa è andare a controllare le telecamere di sorveglianza. Anche nell’omicidio di Yara Gambirasio a distanza di anni le registrazioni video prese per strada aiutano chi deve ricostruire la verità.

A Londra sono installate la bellezza di 422mila telecamere a circuito chiuso. Sarà forse per questo che i reati sono scesi del 5% nel 2013.

In ogni caso si comincia a capire anche da noi che non è il caso di fare tanto gli schizzinosi sulla privacy e a Roma nelle zone infestate dallo spaccio di droga come San Lorenzo e il Pigneto è stata decisa l’installazione di decine di telecamere per tenere sotto controllo le strade.

E pensare che c’è stato un tempo che illustri intellettuali scrivevano parole preoccupate contro l’invasione degli occhi elettronici. Scrivevano che il controllo dei cittadini è parente dei regimi autoritari. Insomma la novità delle telecamere in luoghi pubblici suscitava diffidenza e, se fosse stato per loro, se ne sarebbe dovuto fare a meno.

Per fortuna i loro allarmi non sono stati ascoltati. Una conferma che la sensibilità degli intellettuali, a volte, è priva del senso di concretezza e che la paura dell’innovazione fa scattare gli allarmi automatici di chi vede svolte autoritarie ovunque. Oggi come allora

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