Il voto conferma il governo M5S Lega

Anche l’ultima tornata elettorale conferma che la maggioranza degli italiani che vanno a votare sceglie Lega e M5S. Il governo appena formato è dunque in sintonia con il Paese che deve guidare. Chi è convinto che questa maggioranza di governo con il suo contratto, con il suo Presidente del Consiglio privo di autonomia e di una propria forza politica, con la netta e crescente prevalenza di Salvini e della Lega sia una iattura per l’Italia bisogna però che un paio di domande se le faccia: e se avessero ragione loro? E se fossero proprio loro l’espressione dello spirito del tempo presente?

Buona parte dei commenti si concentrano sull’ulteriore sconfitta del Pd. Sì certo erano elezioni locali, ma per quale motivo avrebbe dovuto ricevere voti se in questi mesi che ci separano dal 4 marzo ha passato più tempo ad occuparsi delle diatribe interne che a dialogare con l’opinione pubblica? Dopo che il suo segretario si è dileguato sbarrando, però, la strada ad un qualsiasi cambiamento nell’evidente stallo causato dall’incertezza se far affondare il Pd e fondare un altro partito oppure rilanciarlo, poche sono state le occasioni nelle quali ha fatto sentire la sua voce sui temi che toccano le sorti del Paese. E pure quelle poche segnate dall’incertezza e dalla debolezza di un gruppo dirigente diviso in tanti pezzi diversi e, comunque, in attesa delle decisioni di Renzi. E questo da parte di un partito che ha diretto i governi di un’intera legislatura con risultati positivi in tutti i campi. Basti pensare che nemmeno sono riusciti a rivendicare il drastico calo del numero di migranti sbarcati sulle nostre coste rispetto all’anno scorso grazie al successo delle azioni del ministro Minniti e del Presidente Gentiloni. Per non parlare della crescita di occupati e Pil, della soluzione di tante crisi aziendali, di provvedimenti che hanno dato un sollievo economico a milioni di italiani. Sono bastate le dimissioni di Renzi e il Pd è evaporato. Forse queste dimissioni non dovevano proprio essere date, forse un partito con la responsabilità del Pd doveva continuare la sua battaglia con lo stesso gruppo dirigente dopo una seria analisi critica sulle cause della perdita di voti. Agendo come si è agito si è soltanto dimostrato all’opinione pubblica che il Pd non aveva la forza politica per essere un punto di riferimento nemmeno per i suoi elettori. Un partito in preda al personalismo dei suoi dirigenti impegnati in una interminabile guerra di posizione.

Torniamo alla maggioranza di governo. Perché sarebbe espressione dello spirito del tempo? Ma perché nel mondo occidentale sono rinati i nazionalismi e Lega e M5S esprimono quello italiano. L’Europa già oggi è tenuta insieme più dalla paura dei disastri che verrebbero dalla separazione che da un’idea comune. Siamo nella fase nascente di un cambiamento che minaccia di approfondire le differenze tra paesi e di riportarli ad una competizione che parte sempre dal commercio, ma che poi è destinata ad invadere anche altri spazi con sviluppi imprevedibili. Sempre più basata sugli equilibri dei rapporti intergovernativi l’Europa si sta dividendo tra gruppetti di paesi che si riconoscono simili per tendenze politiche e approcci culturali. Il casus belli è l’immigrazione perché è la questione che più rischia di turbare gli equilibri nazionali. Non si tratta solo di quanto costa, ma anche dell’immissione di persone provenienti da culture profondamente diverse da quelle europee. Tensioni e scontri ci sono stati in molti paesi europei nei quali i migranti si sono insediati e hanno dato vita anche alle seconde generazioni. Episodi di terrorismo hanno coinvolto proprio persone nate e cresciute in Europa che si sono ribellate in nome di un’ideologia pseudo religiosa. Bisogna riconoscere che i sogni di un’integrazione rapida guidata dal desiderio di riconoscersi nella stessa nazione sono svaniti.

Se la questione immigrazione è il casus belli le divisioni in Europa hanno una radice economica evidente negli squilibri che le ondate di crisi hanno prodotto tra i vari paesi. È in particolare la moneta unica che ha creato una costante tensione tra sistemi economici, sociali e statali. Chi era abituato ad usare la svalutazione della moneta ha pagato il prezzo non solo dei limiti di bilancio imposti dagli accordi, ma anche della svalutazione interna per mantenersi competitivo. In Italia ciò ha significato assistenza sociale e servizi tagliati, retribuzioni di chi lavora frenate insieme a disoccupazione per la chiusura o la delocalizzazione di aziende. Questi gli effetti più evidenti di fronte ai quali un numero crescente di italiani non ha più accettato le giustificazioni delle forze politiche tradizionali ed ha sostenuto chi invitava chiaramente alla protesta e al cambiamento.

Questo è accaduto e qui ci sono i motivi per la conferma della maggioranza a Lega e M5S. Chi non si è accorto di ciò che stava accadendo e ha comunicato accettazione dei sacrifici, apertura alla competizione economica globale e all’ingresso di tutti i migranti che riuscissero a mettersi in mare per arrivare da noi (le Ong andavano a prendere i migranti davanti alle coste libiche perché un accordo stipulato dal governo italiano lo consentiva), pur avendo lavorato bene al governo, non può sperare adesso di ricevere molti consensi elettorali.

Poiché si tratta innanzitutto del Pd bisogna che questo partito riparta dalla realtà. Un buon metodo è rimettere in piedi una base di militanti ed ascoltarli

Claudio Lombardi

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