W la Libertà, W l’Europa: avanti per un’Europa federale (di Salvatore Sinagra)

giovani europeiInizi di luglio, Reggio Emilia, al Politicamp di Civati – W LA LIBERTA’ – , si parla di Europa. E se ne parla in modo diverso da come se ne parla nel dibattito politico corrente. In Italia, purtroppo, il dibattito sull’Europa è stato banalizzato e la politica nazionale prende sotto gamba le elezioni europee, che sono percepite come sondaggi e come strumenti di attribuzione di quote millesimali all’interno degli schieramenti. Oggi come non mai un dibattito di qualità sull’Europa è importante, perché la prossima primavera, dai risultati elettorali potranno discenderanno importanti conseguenze tra cui una nuova composizione e un nuovo presidente della Commissione europea.

Al Politicamp, si è sfuggiti al rischio di svolgere un dibattito oscillante tra qualche posizione euroscettica in platea e tanta ironia sui risultati portati a casa dal governo Letta. Invece, è emersa la presenza, forte e determinata, di quella che sovente chiamiamo forza federalista.

politicampLe tematiche dell’integrazione europea sono state presidiate autorevolmente da Fabrizio Barca, da due rappresentanti del circolo PD di Bruxelles e da diversi militanti federalisti e delle organizzazioni europee delle forze progressiste e così sono emerse idee forti e anche abbastanza circostanziate.

Ad esempio si è chiesto a tutti di mettere da parte l’idea di Europa Matrigna senza cuore ai comandi della Signora Merkel, affermando che è possibile creare un’Europa alternativa a quella decisa nei vertici politici e burocratici. Un’altra Europa unita rispetto a quella delle destre. Molti federalisti, inoltre, hanno urlato la convinzione secondo cui non si esce dalla crisi con meno Europa, ma con più Europa e con un’Europa completamente diversa: un’Europa federale.

stati uniti d'europaGli interventi federalisti sono stati in gran parte di ragazzi e ragazze, che oggi, nonostante il DataGate, credono  che tutti coloro che vogliono un mondo migliore trovino ancora una sponda in chi sta al vertice della Casa Bianca. Gli Stati Uniti d’Europa potrebbero davvero essere una svolta per il mondo intero. Gli Stati Uniti d’Europa potrebbero dare impulso alla riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e farci avvicinare ad un sistema capace di dare risposte alle piazze ormai caldissime di mezzo mondo, ad un sistema in cui le guerre diventino sempre più rare e gli interventi militari limitati a quelli chiesti o autorizzati dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Chiaramente tutto questo sarà possibile solo con una vera Unione Politica, con una  UE che non sia più solo identificata con una moneta di un’area di libera circolazione di persone, mezzi e capitali, ma diventi  la più grande arena politica del mondo, dove la destra e la sinistra si confrontino, sulla base delle “visioni d’Europa” (e del mondo) per i prossimi trent’anni.

Discutendo delle prossime elezioni europee è emerso il timore di un’ennesima campagna banale e disinformata, così come dubbi  sulla composizione della prossima Commissione europea che ha le sue belle responsabilità sulla lentezza nella costruzione dell’Europa integrata. Certo nessuno si è augurato un terzo mandato Barroso. È auspicabile che siano altri a guidare la prossima Commissione; le personalità non mancano come il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz o come quello dell’indiscusso leader dell’Alleanza dei liberali e democratici Guy Verhofstadt.

giovani europeiL’Europa politica passa sicuramente per le riforme, tuttavia prima di invocare modifiche dei trattati, nuove strutture istituzionali ed una costituente europea, che pure sono necessari, occorre iniziare a parlare di Europa a tutti i livelli politici: nei circoli dei partiti, negli organi delle suddivisioni territoriali dello Stato, nei parlamenti nazionali. Occorre strutturare partiti europei, con programmi europei e leader europei.

L’Europa o sarà buona politica o non avrà futuro, e la buona politica non si può limitare  a considerazioni su quanta moneta debba stampare la BCE  e su cosa debba farci.

Bisogna augurarsi che da qui alle elezioni europee della prossima primavera ci siano tante altre iniziative di confronto come quella di Reggio Emilia, in cui ci si parli non solo tra addetti ai lavori, ma si ascolti la voce dei cittadini. I partiti devono ancora prendere coscienza che per avere più Europa occorre più politica e per avere più politica occorre una sana competizione tra diverse visioni d’Europa. Indietro non si torna, pensare di separarsi dall’Europa è un non senso geografico, culturale e politico. Non separarsi, però, non significa accettare tutto. Per questo serve la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini.

Salvatore Sinagra

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