Covid: filastrocca italiana

Le soluzioni perfette non esistono così come non esiste l’italiano medio. Esistono tanti punti di vista, ma è raro che influenzino in maniera decisiva chi deve prendere decisioni per tutti. In Italia, forse per l’atavica debolezza delle classi dirigenti e dei governi o, forse, per la più recente sottomissione ai sondaggi di un’opinione pubblica vociante e naturalmente incompetente, i punti di vista si mischiano e chi gestisce il potere li insegue cercando di accontentarli tutti. La protesta e la disapprovazione di chi sa come alzare la voce sono il terrore di chi incarna la politica. Di volta in volta maggioranza e opposizione cercano di rappresentare quella parte dell’opinione pubblica che considerano più sensibile alla propria parte assecondandola. Così più che guidare chi è classe dirigente si trova ad essere in balia degli umori che percorrono la società e se è necessario assumere decisioni difficili si preferisce rinviare confezionando astuti messaggi pubblicitari che mirano a trasmettere impressioni più che annunciare decisioni.

Una filastrocca è allora un modo semplice per mostrare alcuni aspetti paradossali della cacofonia di voci dentro la quale siamo immersi.

Se si ordina la chiusura “fate morire l’economia”.

Se si autorizza l’apertura “fate morire le persone”.

Se si chiude l’Italia intera “bisognava chiudere solo la Lombardia”.

Se si fissano solo alcune zone rosse “bisognava chiudere tutto”.

Se si ordina il distanziamento “non serve, basta la mascherina”.

Se si ordina la mascherina h24 “fa male perché respiri la tua anidride carbonica”.

Se si ordina la mascherina dalle 18 alle 6 “siete cretini, il virus c’è h24”.

Se si danno regole per i locali, questi non le rispettano perché “così non si può lavorare”.

Se si impone il rispetto delle regole “ci fate fallire”.

Se si lasciano i locali aperti “ma allora siete davvero cretini?!”

Se si mandano i controlli “siamo alla dittatura”.

Se ci si appella alla responsabilità “serve la Polizia”.

Se si tracciano i contagi “violate la privacy”.

Se si lascia la libertà di scegliere se scaricare o meno una App “sono misure inefficaci”.

Se si riaprono le scuole “esponete i bambini al pericolo”.

Se si chiede la didattica a distanza “esponete gli insegnanti allo stress”.

Se si chiede l’obbligo di vaccinare le persone “così si ingrassa Big Pharma”.

Se si lascia libertà di scelta sul vaccino “così non si raggiungerà mai l’immunità di gregge”.

Sapete che c’è?

Avete rotto

(autore anonimo)

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