Dove andrà l’Italia? Inizia un anno difficile

Chiusa la vicenda dell’elezione del Presidente della Repubblica è iniziato un anno molto difficile il cui traguardo saranno le elezioni politiche. Nei primi mesi del 2023 o alla fine di quest’anno cambia poco. Da adesso in poi i partiti guarderanno a questo traguardo ancor più decisivo di quello appena superato con la rielezione di Mattarella. In mezzo ci sono i problemi dell’Italia che sono sempre gli stessi: uscita dalla pandemia, riorganizzazione dello Stato e della spesa pubblica, fondi europei collegati al PNRR da ottenere e da utilizzare in base agli impegni presi (sennò non arrivano), rilancio dell’economia ecc ecc.

Le premesse non sono buone e si può capire se negli investitori (spesso fondi pensione di mezzo mondo che investono soldi dei lavoratori) e nei nostri partner europei ci sia più diffidenza oggi dopo lo spettacolo dei partiti in buona parte dediti ai loro interessi particolari che al bene del Paese. È molto avvertito il rischio che possano vincere i nazionalisti alla Salvini, alla Meloni, ma anche alla Di Battista o alla Paragone con il loro bagaglio di antieuropeismo e di piani B per il ritorno alla lira. L’Italia diventerebbe una mina vagante capace di far scoppiare l’Europa per la soddisfazione di Cina e Russia ex grandi amici dei nazionalisti. Giustamente l’Italia sarà sotto osservazione e Draghi resterà il punto di riferimento e la garanzia

1 febbraio 2022

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