È già “liberi tutti”. Correre con i vaccini

I festeggiamenti dei tifosi a Milano sono la ripetizione in grande di ciò che avviene tutti i giorni in migliaia di incontri nelle case, davanti ai bar, per strada, nelle piazze. Quattordici mesi di pandemia si sentono, le restrizioni alla libertà non si sopportano più e il “liberi tutti” è già in corso. Per fortuna ci sono i vaccini che proteggono. Se ci si vaccina. Partita male la campagna di vaccinazione sembra essersi messa sui binari giusti, ma resta l’incognita sugli over 60 e c’è l’intoppo del rifiuto di AstraZeneca. Scorte ce ne sono e restano nei frigoriferi.

Sappiamo da dove nasce la diffidenza. I rarissimi casi di trombosi e gli ancor più rari decessi sono stati trasformati in un allarme globale che ha creato una diffidenza di massa. È una conferma della potenza della comunicazione che potrebbe essere usata per informare e far ragionare, ma più spesso è una gara fra comunicatori (di professione e volontari sui social), per conquistare attenzione. Vince chi la spara più grossa e urla di più. L’effetto è un caos nel quale non si sa a chi dare retta e la diffidenza prevale

6 maggio 2021

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