Energia: il problema dei prezzi

Dopo anni di quiete amministrata dalle menti sapienti dei tecnici riesplode la questione dei prezzi di gas, carburanti ed elettricità e qualcuno osa fare la domanda semplice che ne riassume molte altre: cosa stiamo pagando esattamente? Come è possibile che l’aumento di 10 dollari del prezzo di un barile di petrolio (159 litri per averne 50 di benzina e 50 di gasolio) si traduca il giorno dopo in un aumento dei prezzi alla pompa? Come è possibile che il prelievo fiscale sui carburanti si aggiri intorno al 50% del prezzo finale qualificando il fisco come il primo e maggiore speculatore a danno dei consumatori? Come è possibile che il prezzo del gas sia fissato dall’Autorità per l’energia sulla base delle contrattazioni finanziarie della borsa di Amsterdam e non sul costo dei contratti stipulati dai produttori/importatori che sono di molto inferiori? Come è possibile che il prezzo dell’energia elettrica sia sempre parametrato sui costi della centrale più costosa anche se fornisce quantitativi marginali?

La guerra in Ucraina ci costringe a scoprire verità spiacevoli. Una fra queste è l’assoluta dipendenza dalle importazioni perseguita e voluta per decenni. Un’altra è il sospetto che le scelte tecnico/politiche delle autorità pubbliche abbiano fatto sistematicamente gli interessi delle società energetiche a spese dei consumatori. Riusciremo a cambiarle. Probabilmente no

16 marzo 2022

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