La corsa alla spesa pubblica

Dopo un biennio di scostamenti di bilancio ovvero di maggior debito che hanno bruciato qualcosa come 200 miliardi (tutti in spesa assistenziale e con una buona dose di sprechi) la corsa non accenna ad interrompersi. Ad ogni problema la risposta non sta più nelle politiche bensì sempre in un incremento di spesa. In emergenza ovviamente perché nessuno ha una visione di lungo periodo. Abbiamo riserve di gas intonse e lo importiamo a caro prezzo. La soluzione? Sussidiare privati e aziende. Bisogna aumentare l’efficienza energetica delle case? Lo Stato paga tutto e aggiunge un 10% di premio. Per il 110% sta scoppiando la corsa all’oro di migliaia di imprese nate nell’ultimo anno senza alcun requisito di affidabilità. Truffe, esplosione dei prezzi e incidenti. Un mercato drogato che lascerà macerie dopo la festa. La politica che prevale è quella dei bonus e tutti attendono la loro parte.

Intanto l’inflazione è tornata e con tassi preoccupanti. Le banche centrali hanno inondato il mondo di liquidità e adesso inevitabilmente dovranno frenare la corsa all’espansione del denaro. Come? Aumentando i tassi e smettendo di acquistare titoli pubblici a valanga. Conseguenze? Il debito pubblico costerà di più e bisognerà cominciare a tagliare le spese. Lo sanno i politici che follemente continuano a chiedere scostamenti di bilancio? A loro non interessa. Il loro orizzonte è sempre di pochi mesi per andare bene alle elezioni

7 febbraio 2022

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