La destra seria c’è: Zaia e Brunetta

La destra non è solo Salvini e Meloni. Purtroppo sono loro che riscuotono buona parte dei consensi probabilmente perché, come si è detto tante volte, parlano alla “pancia” degli elettori ovvero sollecitano e rappresentano pulsioni irrazionali e senza nessuna capacità costruttiva. L’atteggiamento tenuto sulla pandemia è stata la dimostrazione più evidente di leader che inseguivano una parte del loro elettorato incaricandosi di dare voce agli sfoghi, alla rabbia, alla frustrazione senza altra finalità che la conquista del consenso. A distanza di 18 mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria si può affermare tranquillamente che se si fosse seguita la loro linea contro le chiusure e contro le protezioni i colpiti dal covid sarebbero stati molti di più. I governi hanno sicuramente commesso errori e hanno scontato l’incapacità tutta italiana di tradurre le decisioni in azioni concrete. Basti pensare alle aule scolastiche rimaste chiuse per quasi tutto il periodo. Ci sarebbe stato il tempo per dotarle di impianti di ricambio dell’aria o per diminuire l’affollamento nelle classi articolando diversamente gli orari o trovando nuovi locali e invece non è stato fatto. Ma aver appoggiato il ribellismo contro le mascherine o essersi opposti alla chiusura dei ristoranti e delle palestre dovrebbe essere scritto nel libro nero della destra irresponsabile.

La lezione, però, non l’hanno imparata e forti dei sondaggi che li danno sempre ai primi posti Salvini e Meloni continuano a seminare discordia e confusione. Il primo è arrivato a dare voce alle teorie più assurde di una parte dei no vax secondo le quali sono i vaccini che generano le varianti. La seconda non perde occasione per demolire le misure decise dal governo, come il green pass, estremizzandole in modo da dimostrarne l’impossibilità. Se mesi fa diceva che non aveva senso permettere il trasporto su bus e metro e tenere chiuse le palestre (una stupidaggine clamorosa visto che su bus e metro la gente sta con la mascherina e non ansima, mentre in palestra si sta senza e si respira a pieni polmoni), oggi sposta sul green pass lo stesso schema di ragionamento: ampliarlo fino a farlo scoppiare.

Di ben diverso tenore le posizioni di molti esponenti di destra. Qui di seguito si riportano brani di due interviste, una di Luca Zaia presidente del Veneto e l’altra di Renato Brunetta ministro della P.A.. Basta leggere per capire che vengono da un altro mondo rispetto a Salvini e Meloni.

Luca Zaia da un’intervista al Corriere della Sera dell’11 settembre 2021.

La nostra stella polare è il riconoscimento della campagna vaccinale e della sua promozione, e dall’altro lato il riconoscimento del green pass, che è una patente di libertà…. è un attestato di partecipazione alla vita di comunità. Perché il vaccinarsi da un lato è certamente una scelta personale. Ma dall’altro è un gesto di altruismo. Anche se qualcuno banalizza il concetto di immunità di gregge, che invece è un concetto scientifico, io ricordo che più siamo vaccinati, più mettiamo in sicurezza chi vaccinarsi non può. Perché se siamo in tanti, il virus non troverà ospiti in cui replicarsi».

“Nella Lega la linea che vince è quella della responsabilità messa nero su bianco dai governatori. Poi, se resta qualche nostalgico del no green pass o del no mask, ne prenderemo atto. Io penso che non ci siano alternative alle scelte che abbiamo fatto».

E poi ancora “la teoria delle cure solo domiciliari, la teoria secondo cui il Covid è solo un’influenza… In fondo, la teoria della selezione naturale. Se lo pensiamo, diciamolo. Io invece penso che in un Paese civile sia impensabile il ritenere che sulla base dell’età uno abbia meno il diritto di vivere. Che poi, il virus ne colpirebbe tanti, anche giovani. Il fatto è che senza vaccino e senza ospedali non se ne esce».

Da un’intervista di Brunetta a La Stampa

La posizione del segretario della Lega sul green pass? È assolutamente irrazionale. (…) Il nostro obiettivo è arrivare al 90% di copertura delle vaccinazioni entro la metà di ottobre (….) bisogna estendere il green pass a tutte le categorie, servizi pubblici e servizi privati, lavoro pubblico e lavoro privato. Il green pass è “una misura geniale” che serve ad “aumentare il costo della non vaccinazione per gli opportunisti contrari al vaccino”. “Quando l’impiego dei certificati verdi verrà esteso anche alla pubblica amministrazione, se un dipendente deciderà di non presentarlo si applicheranno le sanzioni già previste nella scuola, compresa la sospensione dello stipendio”.

Claudio Lombardi

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