La libertà di manifestazione non è imposizione e arbitrio

“In queste ultime settimane manifestazioni non sempre autorizzate hanno tentato di far passare come libera manifestazione del pensiero l’attacco recato, in alcune delle nostre città, al libero svolgersi delle attività”. Così ha parlato il Presidente della Repubblica ieri all’assemblea dell’Anci. Fin dal 2020 gruppi no mask, no vax e no pass hanno scambiato il diritto di manifestazione con quello di violare tutte le regole: da quelle sanitarie a quelle sullo svolgimento dei cortei. È dunque arrivato il momento di chiarire come stanno le cose.

L’art 17 della Costituzione stabilisce il diritto dei cittadini di riunirsi in luogo pubblico previo preavviso alle autorità che possono imporre un divieto per motivi di sicurezza e di incolumità pubblica. Bloccare i centri storici delle città ogni settimana è una violenza contro la stragrande maggioranza dei cittadini che non partecipano alle manifestazioni. Questo è un principio valido sempre e da sempre violato da manifestazioni di ogni tipo. Passi però se si svolgono una tantum, in percorsi concordati, in tempi definiti e, soprattutto, pacificamente. Impossibile consentire, invece, che i manifestanti facciano come vogliono limitando la libertà degli altri cittadini. Non esiste un diritto assoluto di alcuni a scapito di altri. Un principio che le autorità di governo devono far rispettare

10 novembre 2021

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