L’Africa è la speranza dell’Europa

Diciamo la verità: quando si parla di Africa il primo pensiero è quello dei migranti, della fame, della disperazione, delle guerre tribali. E invece in Africa c’è una classe media di 330 milioni di persone, il Pil corre più che in Europa e l’economia si popola di soggetti che fanno innovazione. Non potrebbe essere altrimenti in un continente che ha la popolazione più giovane della terra e un’immensità di ricchezze naturali.

Il merito della Conferenza Italia-Africa, con la partecipazione delle massime istituzioni europee, è che prende atto di questa realtà e cerca di impostare una relazione diversa da quelle conosciute nel passato basata su una consapevolezza: lo sviluppo dell’Africa è la speranza di noi europei e un nostro interesse fondamentale. È questo il senso di quel piano Mattei che la Presidente del Consiglio ha annunciato fin  dal momento del suo insediamento. Rapporti veri con i Paesi africani (54 stati sovrani) senza logiche assistenzialistiche e intenzioni predatorie. Certo l’energia conta molto, ma come parte di un tutto perché in Africa ci sono gran parte delle materie prime necessarie alla rivoluzione industriale ed energetica e si decide se l’immigrazione deve essere sempre più motore di destabilizzazione dell’Europa o fattore di sviluppo. In Africa si possono amplificare o smorzare e diluire le spinte bellicose dell’islamismo se si creano le condizioni di uno sviluppo economico, culturale, sociale e civile fondato sulla cooperazione con i paesi occidentali

29 gennaio 2024

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