L’unica pace possibile e la lentezza dell’Europa

Stiamo vivendo il periodo più buio, più difficile e più pericoloso dalla fine della seconda guerra mondiale. Ci eravamo abituati alla stabilità, alla pace ed anche ad un diffuso, benchè modesto e diseguale, benessere economico. Nel giro di due anni tutto è cambiato. Prima il covid e poi, l’invasione dell’Ucraina, la crisi dei prezzi dell’energia, la minaccia di una guerra con armi nucleari in Europa. I piani elaborati in molti anni dalla dirigenza russa per la redistribuzione del potere mondiale attraverso la guerra hanno iniziato a sconvolgere le nostre vite.

La reazione dell’Occidente è stata forte ed è sempre più evidente che l’unica via per una pace duratura passa per la sconfitta dell’imperialismo russo. Non servono a niente generiche manifestazioni per una generica pace. Nessuno a Mosca prende in considerazione questo appello. Lì ragionano solo in termini di territori da conquistare e di genti da sottomettere con bombardamenti e cannoni. Sono tempi nuovi che richiedono lucidità, lungimiranza e determinazione. Gli stati europei sono troppo lenti nel rispondere alla crisi del gas, troppo legati ai loro stupidi egoismi e alle illusioni alimentate dall’abbondanza. Il mondo corre e bisogna raccogliere le forze per non essere travolti. L’Europa divisa è una preda. Unita è una potenza

8 ottobre 2022

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