Mattarella bis: il sistema dei partiti al capolinea

Dopo il precedente di Napolitano non sembrava possibile che il Parlamento si bloccasse nell’incapacità di eleggere un Presidente della Repubblica. Invece è successo di nuovo ed è tornato Mattarella. Una scelta di stabilità per avere una persona rispettata e amata dagli italiani dopo l’indecoroso spettacolo di questi giorni. Dire che i partiti non sono stati all’altezza di un appuntamento atteso da anni è un modo per ingentilire una disfatta storica. Perché è accaduto? Per lo stesso motivo per cui Mario Draghi è a Palazzo Chigi. I partiti non sanno cos’è l’interesse generale e pensano al loro tornaconto. Così facendo bloccano ogni decisione e la democrazia stessa che non esiste per spartirsi le spoglie di un Paese, ma per risolverne i problemi.

C’è un cancro che corrode la democrazia: gli interessi di parte messi davanti a tutto. Ne sono responsabili tutti i partiti, ma non in eguale misura. Ci sono incapacità, c’è ignoranza istituzionale, c’è immaturità, ma Salvini, Meloni e Berlusconi volevano un presidente di destra. “Tocca a noi” dicevano, come se ci fosse una preda da accaparrarsi. La Meloni che adesso fa l’indignata per la conferma di Mattarella voleva Berlusconi Capo dello Stato! Con il massimo disprezzo per gli interessi dell’Italia e per il decoro delle istituzioni. La disgregazione del sistema dei partiti chiede un profondo cambiamento culturale. Bisogna dare forza a quelli che lo possono realizzare

29 gennaio 2022

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