Responsabilità, irresponsabilità, democrazia

“Sentinella a che punto è la notte?”. Prendiamo in prestito questa immagine dalla Bibbia e rendiamola una  metafora della politica. C’è qualcuno che sta in ha una posizione che gli consente di guardare lontano e di avere una visione più ampia. Chi non ha questa possibilità chiede, si aspetta una risposta e ha fiducia che questa sia vera. Perché non tutti hanno la possibilità di conoscere e valutare e pochi hanno il potere di decidere. La “sentinella” ha il dovere di vigilare per il bene di tutti e si deve assumere la responsabilità di dare risposte affidabili.

Purtroppo le cose non vanno in questo modo, non oggi, ma più o meno da sempre. In alcuni momenti la classe dirigente può prendere la guida delle nazioni e fare il loro bene, in tanti altri accade il contrario. Egoismo, avidità, ideologismi, conflitto di interessi. Molti sono i motivi per cui chi sta in alto tradisce la sua funzione.

In questi giorni stiamo assistendo all’ennesimo revival di una recita che abbiamo già visto tante volte: qualcuno si mette al livello dei suoi elettori, parla il loro linguaggio, semplifica i messaggi illudendo di poter dare risposte affidabili e, per ciò stesso, mistificando la realtà.

Si sta parlando, ovviamente, di quelli che, mentre riprende a diffondersi il contagio con il suo inevitabile seguito di morti, sofferenze e stress per il sistema sanitario, diffonde ragionamenti di assoluta stoltezza. Uno su tutti: se i ristoranti possono aprire in  sicurezza a pranzo perché non possono farlo a cena?

Per l’immutabile Salvini, “sentinella” a cui guardano tanti italiani, il tema di oggi è cominciare a riaprire le attività più sacrificate. Attenzione: non dice che il primo punto è risarcire chi vede la sua attività bloccata; dice che va riaperta. A sentir lui dall’inizio della pandemia si sarebbero rifiutate le mascherine e sarebbe stato tutto aperto. Il suo comportamento segue una logica stringente: niente obblighi e costrizioni in nome degli interessi generali. Anzi, a sentir lui la pandemia sarebbe stata l’occasione per tagliare anche i rapporti fiscali tra cittadini e Stato: condoni, flat tax, anno bianco e pace fiscale.

 

Più o meno dice questo anche Giorgia Meloni con in più un’apparenza di maggior disegno strategico che va sotto il nome di sovranismo o di interessi nazionali. Ovviamente né l’uno né l’altro sono stati in grado di spiegare bene come avrebbero potuto conciliare una visione tanto ottusa con la realtà di una pandemia che ha dimostrato come i confini tra stati servano a poco quando la vita reale delle persone è inserita in un flusso di interazioni di tutti i tipi.

A queste “sentinelle” arriva il consenso di molti perché parlano il linguaggio semplificatorio che una parte dei cittadini sente come suo. La complessità affrontata dal punto di vista di una miriade di interessi particolari che hanno un unico punto in comune: liberarsi di regole, vincoli, obblighi.

Altri leader della nuova destra mondiale ci hanno provato ad assumere questa linea di condotta nei loro paesi (Trump, Johnson, Bolsonaro) e sono arrivati i disastri. Per fortuna in Italia ce la siamo vista con i nostri consolidati difetti (burocrazia, eccesso di leggi, inadeguatezza di chi occupa posti di comando), ma conservando un barlume di intelligenza per non causare un’ecatombe. Per fortuna, quindi, che alcuni partiti hanno anteposto la responsabilità ad ogni altro criterio di comportamento.

Oggi siamo ad una svolta cruciale. La vaccinazione può portare a ridimensionare di molto il contagio fino ad azzerarlo. Questa è la condizione per tornare alla normalità. Lo scopriamo adesso? Certamente no. Lo si sapeva fin da quando iniziò la ricerca di un vaccino un anno fa. E da allora si sapeva che la velocità nella produzione e nella somministrazione sarebbe stata essenziale.

Purtroppo siamo indietro. La Commissione europea forse non ha sottoscritto contratti adeguati, ma da ciò che si sa nel giro di poche settimane si recupereranno le dosi non consegnate e arriveranno decine di milioni di dosi. A quel punto – ma è cosa di oggi deciderlobisognerà farsi trovare pronti a far funzionare una macchina di somministrazione da tempi di emergenza. Come Israele cioè H24 ogni giorno della settimana? Sì. Non si capisce perché mai il primo piano vaccinale guardasse all’autunno come traguardo per vaccinare gli italiani. Bisognava attrezzarsi per avere l’estate come obiettivo e da lì far valere le proprie ragioni in tutte le sedi. Non è stato fatto e adesso è inutile andare a ricercare le responsabilità di chi, forse, si era illuso che il contagio lasciasse molto tempo a disposizione.

Alla fine sono tante le sentinelle che non hanno saputo far bene il loro lavoro. Responsabilità, irresponsabilità e democrazia sono strettamente intrecciate. Se i cittadini non tengono sempre a mente questi tre criteri rischiano di farsi male da soli. Se un politico diventa famoso e viene premiato per la sua irresponsabilità cosa dobbiamo pensare? Che pagheremo tutti la superficialità di una parte

Claudio Lombardi

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