Anche per Mamdani la parola chiave è protezione
Mamdani è il nuovo sindaco di New York. Un evento clamoroso perché è musulmano, giovane, propal e socialista. Dietro c’è il risveglio degli americani che si oppongono a Trump, c’è un programma demagogico che promette di tutto, c’è l’energia del candidato, la simpatia, l’empatia. Soprattutto c’è la richiesta di essere protetti. È la prima richiesta che i membri di una comunità fanno a chi esercita il potere. La richiesta è stata fatta anche a Trump, ma forse gli americani cominciano ad accorgersi della truffa: Trump fa gli interessi di Trump. Sempre e senza scrupoli. E così cominciano ad abbandonarlo.
Protezione è innanzitutto sicurezza perché il territorio non sia sotto il controllo dei delinquenti. È anche necessità di non essere abbandonati alla propria impotenza per i bisogni più importanti (salute, casa, cibo). È il desiderio di avere un “potere amico” che almeno dica le parole giuste, quelle che l’elettore vuole ascoltare. La speranza è che prima o poi i fatti seguiranno e, se pure non saranno mantenute tutte le promesse, l’eletto (Mamdani o altri) ne realizzi una parte. Le persone hanno bisogno di un potere pubblico che le protegga e di sapere che è dalla loro parte. Mamdani è stato bravissimo a trasmettere questo messaggio. La sua elezione è un evento. Non è il primo sindaco musulmano, ma è il più importante. Un cambiamento radicale di egemonia culturale è in corso
5 novembre 2025


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