Il punto di Claudio Lombardi

Morire a 18 anni per un vaccino

Non si può accettare che la morte di una ragazza diciottenne sia trattata come un dato statistico. Una morte su 100 mila somministrazioni o anche su un milione è sempre troppo se è causata da un vaccino. La sicurezza assoluta, si sa, non esiste, ma deve essere, comunque, un obiettivo verso cui tendere. Sui vaccini si sconta la fretta che c’è stata nel metterli a punto e somministrarli sotto la spinta della pandemia. Si sconta anche un po’ di superficialità nelle decisioni delle autorità sanitarie e di governo. Ora che l’emergenza si è attenuata bisogna cambiare registro e smetterla di oscillare. In che modo? Dando la parola agli scienziati e se i vaccini come AstraZeneca sono rischiosi per i giovani che si smetta di somministrarli.

I critici accusano i governi di condurre una sperimentazione di massa. Sarà pure vero, ma intanto sono state salvate milioni di vite e poi quali erano le alternative? Una sola: lasciar correre il contagio ed inseguire l’immunità di gregge per vie naturali. Ci sarebbe stata una strage immane e quella sì che sarebbe stata una sperimentazione di massa pagata a carissimo prezzo. Il vaccino sicuro lo avremmo avuto, alla fine, ma per farci cosa?

10 giugno 2021