Il punto

DUE ANNI DI GUERRA

Siamo tutti testimoni. Abbiamo visto in diretta TV una nazione libera invasa e massacrata con forze militari che non si vedevano in campo dalla seconda guerra mondiale. Le città rase al suolo come solo la Russia ha potuto fare in Cecenia e in Siria. Non abbiamo voluto capire imponendoci un’amicizia a senso unico imbottita di chiacchiere e retorica perché ci serviva il gas (e le sue tangenti). Le parole di Putin però non nascondevano nulla: i regimi liberaldemocratici sono finiti e gli ucraini sono russi che devono tornare ad obbedire a Mosca. Tutto era chiaro da prima.

Di fronte a questi fatti si sono levate molte voci in Italia che hanno preteso di sostituirli con le loro opinioni. La Russia è stata minacciata. La Russia ha diritto ad un impero. La resa è inevitabile. Gente comprata? Certo. Il problema è che la Russia ha fatto ciò che ha voluto in Occidente non incontrando mai alcun ostacolo. Una parte dell’opinione pubblica è stata formata dalla propaganda del Cremlino. Anni di guerra ibrida per disgregare i paesi occidentali attraverso la sfiducia antisistema (la moda più diffusa in Occidente). E noi incapaci di reagire persi dietro a tanti interessi nazionali e a politici senza qualità. Intanto in Russia procedeva la repressione spietata degli oppositori e il controllo sull’informazione diveniva totale mentre l’educazione “siberiana” dei russi passava anche dai libri di storia delle elementari. Se vincerà in Ucraina e se sarà eletto Trump Putin non si fermerà

24 febbraio 2024

C.L.