Il punto

Noi europei adolescenti inquieti e la Cina in marcia

La CEDU (Corte Europea dei diritti dell’uomo) condanna la Svizzera perché non ha fatto abbastanza per proteggere i suoi cittadini dal cambiamento climatico. Sì: la Svizzera, piccolo paese montuoso e molto rispettoso dell’ambiente. Sì: i cambiamenti climatici fenomeno globale sul quale incidono le emissioni umane. Sembra roba da matti o da fanatismo ideologico idiota e lo è. Altra notizia: è approvata la Direttiva europea che impone al patrimonio immobiliare le emissioni zero entro il 2050. Non solo le nuove costruzioni, ma tutte. Perché? Che importanza ha? E’ questo che conta per fare dell’Europa un protagonista dello sviluppo mondiale? No, solo un compitino di buone intenzioni in ossequio ai dogmi green.

Intanto la Cina se la ride delle crisi adolescenziali degli europei e prosegue nella sua lunga marcia. Con le energie fossili sta attuando una rivoluzione industriale per vincere la sfida tecnologica mondiale che oggi si svolge sulla elettrificazione degli usi dell’energia. Nella produzione di veicoli leggeri elettrificati (auto, moto e simili) la Cina è già all’avanguardia ed è pronta ad invadere i mercati con i suoi prodotti. Per batterie, pannelli solari, generatori eolici e materie per produrli è già la numero uno al mondo. Noi europei siamo e resteremo indietro perché privi di una politica industriale comune e perché persi ad inseguire i miraggi di obiettivi interni privi di senso proprio perché costretti a poggiarsi sulle importazioni cinesi

12 aprile 2024

C.L.