Perché il voto all’AFD: il risentimento

Il travaso elettorale in territori dell’ex Germania Est come la Sassonia e la Sassonia-Anhalt dai partiti della sinistra post-comunista (come Die Linke) all’estrema destra di AfD è un fenomeno di populismo trasversale anti establishment.

Per decenni Die Linke (erede del partito unico della RDT, la Germania Est) ha raccolto il voto dei cittadini dell’Est che si sentivano “tedeschi di serie B” rispetto all’Ovest. Quando Die Linke è entrata nelle coalizioni di governo regionali, ha perso l’alone di forza anti-sistema. L’AfD ha ereditato questo bacino di protesta, intercettando la rabbia contro il governo centrale di Berlino e posizionandosi come il nuovo vero difensore degli interessi nazionali

Si tratta di un elettorato cresciuto sotto l’influenza culturale dell’URSS, che mantiene una profonda diffidenza verso la NATO, gli Stati Uniti e la globalizzazione. L’estrema destra dell’AfD (e in parte la nuova formazione di sinistra-populista BSW di Sahra Wagenknecht) cavalca questa protesta in chiave nazionalista e identitaria, chiedendo lo stop alle sanzioni alla Russia e la fine del supporto all’Ucraina. Per l’elettore nostalgico, l’AfD rappresenta una continuità.

Molti ex elettori comunisti della RDT erano economicamente di sinistra (favorevoli a un forte Stato sociale, pensioni alte e tutele per i lavoratori), ma socialmente molto conservatori. L’apertura dei partiti tradizionali di sinistra verso i diritti LGBTQ+, le politiche climatiche dei Verdi e l’accoglienza dei migranti ha alienato questo elettorato anziano e rurale. L’AfD ha offerto loro un porto sicuro combinando la difesa identitaria (anti-immigrazione) con la promessa di proteggere la comunità locale dalla modernità percepita come una minaccia.

Il fattore demografico ed economico: La Sassonia e le regioni limitrofe hanno sofferto per decenni di un forte calo demografico dovuto alla fuga dei giovani verso l’Ovest. La popolazione rimasta è prevalentemente anziana, nostalgica della sicurezza sociale garantita dal vecchio regime e spaventata dal cambiamento rapido. L’AfD è riuscita a incanalare questa “nostalgia della stabilità” trasformandola in una retorica di rivalsa identitaria.

In sintesi, gli elettori non sono passati dal marxismo al fascismo per motivi dottrinali, ma hanno semplicemente spostato il proprio voto di risentimento territoriale e culturale verso l’unico partito che oggi garantisce una forte opposizione all’establishment di Berlino.

Cristina Scaletti (da facebook)

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