Mineo: tanto rumore per nulla
La lotta politica ha tanti momenti difficili, ma complicare le cose quando sono semplici peggiora tutto. Il caso Mineo è chiarito dalla dichiarazione del sen Russo riportata qui di seguito. Sarebbe bene evitare i vittimismi e stare ai fatti. Chi vuole fare la sua battaglia politica la faccia sperando di convincere la maggioranza in Parlamento, nel PD e tra i cittadini. C’è tanto da fare e da dire sulle riforme costituzionale ed elettorale che non è il caso di impantanarsi in una guerra di posizione che non porta da nessuna parte. Altra via non c’è.
Ecco cosa dice il senatore Francesco Russo:
“Sono membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato.
E la vicenda Mineo, a differenza di tanti che ne parlano per sentito dire, l’ho vissuta in prima persona. Proviamo a ricapitolare:
I senatori PD si sono confrontati su questi temi almeno in 2 assemblee-fiume.
Ognuno (compreso Mineo) ha potuto esprimere il proprio pensiero.
Al termine si è proceduto a votazione. Oltre l’80% dei votanti ha votato a favore della riforma proposta dal Governo.
In Commissione, poi, abbiamo discusso almeno 70 ore.
Molti emendamenti, alcuni dei quali accolgono una parte delle obiezioni di Chiti–Mineo sono stati presentati e verranno esaminati nei prossimi giorni.
Altro che renzismo-stalinismo, altro che dittatura. Così funziona la democrazia.
E lo dice uno che di certo non è stato tenero con il Premier Renzi in più di una circostanza.
E che, peraltro, quando ha visto la prima bozza di testo ha subito chiesto (ottenendole) alcune modifiche.
Perché effettivamente presentava molte criticità.
Ma la democrazia è il governo della maggioranza.
E allora a Mineo e ai civatiani dico che stanno facendo la figura dei bambini capricciosi: pestano i piedi perché non hanno ottenuto quello che volevano.
A Mineo, inoltre, ricordo che in una comunità si accettano le decisioni della maggioranza
alla fine un senatore non è d’accordo con la linea del proprio partito può chiedere di cambiare commissione o dimettersi.
Ma non tenere in scacco una riforma (e un intero Paese) solo perché crede di avere ragione.
I cittadini sono stufi di sterili polemiche e protagonismi fini a se stessi.

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